Rose Kemp – Recensione: Golden Shroud

Prendete i Saint Vitus più acidi e oscuri (aggiungete pure un pizzico di Black Sabbath), fateli ubriacare – non dovrebbe essere difficile – e mettete una fanciulla con una voce superba e indefinibile dietro al microfono. In qualche modo, stando attenti a miscelare con la giusta dose di post-punk e sperimentazione, avrete ottenuto questo splendido “Golden Shroud”. L’ultima fatica della musicista inglese è un disco che non ha paura di osare, registrato con dei mezzi limitati ma che vale dieci, cento volte più dei presunti sforzi artistici di blasonate band il cui nome basta a far vendere. In questo lavoro ci sono solo tre lunghe tracce che ci portano in un viaggio all’interno dell’oscurità senza dimenticare il gusto del bello, un’estetica musicale che non solo si esplica attraverso la voce cangiante, energica e interpretativa di Rose, ma pure grazie alle atmosfere talvolta doomish, talaltra squisitamente wave-cabaret tessute dal resto della band. L’opener “Black Medick” inizia con un corale “fuck” registrato a tre voci, una provocante intro che già mostra come per Rose lo stesso concetto di musica sia destrutturabile e debba in qualche modo spiazzare e dare un pugno nello stomaco all’ascoltatore, piuttosto che rintronarlo di ritornellini innocui da canticchiare sotto la doccia. Il resto è un crescendo di splendidi arrangiamenti sinfonici e jazzati, inversioni di rotta tra accelerazioni e bruschi rallentamenti della chitarra e soprattutto una voce che non smette mai di stupire, fino ad arrivare ai vocalizzi ruvidi, sincopati, gridati, quasi a voler parafrasare una liberazione, nella conclusiva “Lead Coffin”. Rose Kemp è il recupero della genialità seventies, delle atmosfere crepuscolari del dark anni’80, del post rock. Rose Kemp è soprattutto una voce che esula da ogni definizione. Ascoltate questo ottimo album, non ve ne pentirete.

Voto recensore
8
Etichetta: 12 Year Stretch

Anno: 2010

Tracklist:

01. Black Medick
02. Blood Run Red
03. Lead Coffin


Sito Web: www.rosekemp.info

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi