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Gods Of Metal 2005: dietro le quinte

Il Gods of Metal è sempre un’esperienza, a maggior ragione quest’anno, che ha presentato un bill di tutto rispetto ed un livello di esibizioni decisamente sopra la media, soprattutto quella degli anni recenti. E’ un’esperienza dal di fuori, per chi vive il susseguirsi di band sopra il palco, ma è un’esperienza anche dal di dentro, per chi ha la fortuna di passare un paio di giorni a stretto, spesso strettissimo, contatto con band che ti hanno segnato l’infanzia ed altre che forse ti segneranno la maturità.

Il mondo del backstage è una dimensione separata, quasi scollegata dal resto del mondo da quella linea ideale che divide la salita che conduce alle quinte del palco. E’ allora che ti capita di vedere “cose che voi umani ecc ecc”, sia positive che negative, ma la cosa bella è che sono incredibilmente vere…

“Hey fuck you fucking bitch! Get Up, I said get up”, il chitarrista dei Mastodon non parlava con un collega svenuto o con una groupie reticente, ma con una lattina di birra che aveva osato cadere e non voleva saperne di rialzarsi da sola. Era circa l’una di pomeriggio ma il tavolo della band era già pieno di Heineken…

Ma anche l’incredibile disponibilità di Devin Townsend, che si vede recapitare da un amico/fan italiano un pacco di cd e dvd direttamente da sopra la recinzione, il piatto di carbonara con sopra le orecchiette ai funghi di Gene Hoglan, l’abbraccio fraterno fra Dave Mustaine e Scott Ian, il nano dei Motley Crue in giro su un coso ad una ruota in equilibrio quantomeno precario, le Motley Girls che sceglievano i vestiti da un baule grosso come la camera da letto di Michael Jackson…

Araya che scende dal palco ed un vecchietto dell’età di Udo che gli chiede se il collo va bene (in italiano!): “Cincos minutos e soy chi”, un italiano stentato ma quanto mai capibile e soprattutto il sorriso sulle labbra; i bambini piccoli (non si è ancora scoperto di chi) che sul palco tenevano il tempo di Lombardo in ‘South of Heaven’, Nicko con dei bermuda che avrebbero fatto impallidire chiunque che si ferma a fare foto con tutti, la disponibilità degli Exilia (anche alle critiche, dote rara al poco che si e’ potuto vedere) e la totale sconnessione di Zakk Wylde che dopo il concerto continua tranquillamente a girottolare con la stessa camicia di flanella, solo molto più isolato di prima…

Dan Spitz che si fa la fila da solo per prendersi la pappa, in mezzo a due della security che lo fanno apparire ancora più… meno alto; gli Hammerfall che si cambiano nel minicamerino e sembra che stia cadendo una parete di caffettiere, il loro manager che dice “No photo!” e loro che si mettono in posa con tanto di cornine e sorriso a 40 denti, Trevor degli Obituary che passeggia mano nella mano innamorato come un bimbo mentre gli Slayer fanno piovere sangue…

Sarebbe da continuare ancora ma l’argomento principale è e deve essere la musica, rubargli troppo spazio sarebbe quasi offensivo…

Per il resto, la parte musicale, puoi trovare tutte le informazioni che cerchi qui!

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