Glyder – Recensione: Glyder

I Glyder sono una giovane band irlandese che suona un rock decisamente "classico", con la testa ben piantata nei favolosi anni 70. La prima cosa che si nota fin dalle prime note dell’energica "Colour of Money" ascoltando questo debut album è la fortissima influenza esercitata su questo quartetto dai Thin Lizzy, loro compatrioti e leggendari alfieri del rock. Ma nelle dieci tracce di questo lavoro c’è una grande onestà intellettuale di fondo: i Glyder vogliono riprendere la lezione di Lynott e soci, adattandola a modelli compositivi più moderni e potenti, senza ridursi ad essere dei miseri copycat.

L’obiettivo è centrato solamente a metà: la prima metà dell’album, per quanto orecchiabile e ben suonata – in particolare il gradevole mid-tempo di ‘She’s Got It’ – è praticamente priva di un qualsivoglia carattere distintivo. In questo, la distanza che separa i Glyder dai maestri del vintage rock, gli Hellacopters, al momento è decisamente enorme. Ma nella seconda metà del disco, non appena i quattro rallentano un po’, emergono le indubbie qualità di questa band. ‘Stargazer’, delicata e toccante, è sicuramente l’episodio più convincente dell’album, ma si fa apprezzare anche ‘Neutral Colored Life", che si apre con un’intro acustica dalla quale spiega le ali un brano melodico e guitar-driven capace di emozionare. Ma non sono solo le pseudo-ballad a convincere, ma anche anche i passaggi più "groovy", costruiti su un’ottima sezione ritmica, come la leggermente psichedelica ‘You Won’t Bring Me Down’.

La produzione, precisa ma non esageratamente patinata, ad opera di Chris Tsangarides – già al lavoro con gli stessi Lizzy, ma anche con i Black Sabbath ed i Judas Priest – è semplicemente perfetta per una band che ambisce a far rivivere gli anni 70, senza per questo rinunciare ad immediatezza e alla pulizia delle produzioni moderne.

Tirando le somme, si tratta di un debutto fatto di luci ed ombre in egual misura, da parte di una band dotata di potenziale ma che ha ancora margini di miglioramento. Chi apprezza il rock più classico è caldamente consigliato di dare una chance a questi ragazzi irlandesi, per gli altri invece non si tratta di un ascolto fondamentale.

Voto recensore
6
Etichetta: Bad Reputation/Frontiers

Anno: 2006

Tracklist: 01. Colour Of Money
02. PUP
03. She's Got It
04. Saving Face
05. One For The Lost
06. Stargazer
07. Takin' Off
08. You Won't Bring Me Down
09. Die Or Dance
10. Neutral Colored Life

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