Gli Atroci

La gran affluenza di pubblico è il primo sintomo di un riuscitissimo evento, quello della tappa all’Indian’s Saloon di Bresso (MI) di una delle più grandi minacce alla pubblica morale che l’Italia abbia mai prodotto: gli Atroci! Direttamente da Bologna, il seven-piece più dissacrante del panorama metal nazionale, accompagnato da band emergenti di ottimo livello come Disciples Of Chaos, Raising Fear e Soultakers, ha abbattuto e ricostruito (rafforzandole) tutte le icone dell’universo metal, con le armi dell’umorismo più selvaggio e della musica di qualità. Ma andiamo con ordine.

I Disciples Of Chaos, interessante formazione dell’area milanese in ambito power sinfonico dagli spunti atmosferici cupi e personali, rimane un’incognita per noi, causa traffico, visto che riusciamo a perderci totalmente la loro esibizione. Ci scusiamo con il five-piece milanese ribadendo, la buona qualità dell’ultimo demo ‘In Chaos We Trust’. Sarà per la prossima volta.

Non ci facciamo scappare, però, i Raising Fear, formazione dedita ad un più canonico speed melodico di matrice europea. I componenti sono sicuramente in gamba con i propri strumenti e dimostrano, inoltre, di avere un buon feeling con il palco, mentre si producono nell’esecuzione dei brani tratti dal loro ultimo demo ‘Raising Fear 2003’. Di certo non originali nelle composizioni, i R.F. suppliscono a questo gap di personalità con una buona dose d’energia e con due cover ‘per intenditori’: ‘Metal Church’ e ‘Angel Witch’ dei rispettivi gruppi. Discreti, ma mancano idee fresche.

E’ la volta dei Soultakers, sestetto meneghino (in odore di contratto con la Northwind Records) che ha la particolarità di schierare, oltre ai classici strumenti rock, pianoforte e violino, per creare un ibrido intrigante di prog, metal classicheggiante che molto deve a formazioni come italiane come Crystal Phoenix e Moon Of Steel ed atmosfere romantiche mai eccessivamente melense. Con i suoni che migliorano con lo svolgersi della loro performance, in particolare per il violino, la band milanese si produce in brani come ‘Sacrifice’ ed ‘Out Of Nowhere’ che mostrano la potenza del riffing di Francesca, unita alla varietà di una sezione ritmica di primo livello, un tappeto di pianoforte e violino che si fondono per dare quel ‘quid’ in più di drammatico alle melodie sognanti e oniriche di Gianluigi, stasera davvero in gran forma, a parte qualche piccola perplessità sulla cover dei Maiden ‘Be Quick Or Be Dead’. Per il resto, la colonna sonora metal ideale per ‘Cime Tempestose’. Da tenere d’occhio.

Il momento è giunto! Gli astri sono in posizione, il guardalinee pure! Ritmi chutuluoidi sorgono all’orizzonte, come la spettrale sagoma di un cappello a punta e di un paio di slip argentati! Signori e signore, dalle segrete di Bologna, l’incubo gastrico di Belfagor: gli Atroci! Inutile spendere parole (offensive!!!!) per questi loschi figuri, che fanno il loro ingresso colpendo subito il pubblico con brani quali ‘Gli Untori’, ‘Curati La Gotta’ e ‘Peppino’. Forti di una perizia tecnica che spesso non viene notata, vista la loro natura di band demenziale, i sette emiliani creano quell’ambiente a metà strada tra la gig metal è il cabaret stile ‘Zelig’, campo di battaglia adatto per coinvolgere il pubblico, grazie al tatto ed alle battute stile ‘Gestapo’ del loro singer, leader e principale imputato per reati mediatici, Il Profeta. I pezzi del debut omonimo si alternano a nuove produzioni come ‘La Zincatura’ (un problema che attanaglia chi ha ancora in vita parenti facoltosi!) o la ‘raggelante’ versione ‘a cappella’ del classico ‘Carletto’. Il concerto scorre via con incredibile fluidità e le doti tecniche della Bestia Assatanata (chitarra) e della ‘new entry’ alla batteria, Il Primitivo, impreziosiscono, assieme alle geniali indecenze della coppia corista Boia Malefico/Nano Merlino, un concerto che si chiude con un trittico da urlo (quasi quanto gli slip del Profeta!): ‘Alvaro Il Metallaro’, ‘Voglio Vederti Morire’ e ‘I Tuoi Amici Atroci’. Quale modo migliore per augurare un Buon Natale, un Buon Anno e beccarsi una denuncia per oltraggio al pudore, dimostrando che, il metal, è l’unico genere in grado di prendersi in giro con tale ferocia, alla faccia dei seriosi che sentenziano, con proclami poco credibili, di purezza musicale. Forse il loro unico problema è proprio ‘La Zincatura’??

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