Glacial Fear: Intervista a Gianluca Molè

I Glacial Fear proprio dei novellini non sono. La loro musica è a volte incubo, a volte violenza hardcore, altre ancora pure scariche adrenaliniche, ma sicuramente non è una musica che lascia indifferenti. E’ ben rappresentata dalla nuova formazione, dagli intenti e dai contenuti di ‘Fetish Parade’, terzo lavoro in studio per il gruppo, occasione per due chiacchere con il leader, Gianluca Molè:   Iniziamo a parlare della genesi e delle vicissitudini in casa Glacial Fear, partendo dal vostro esordio, passando per ‘Frames’ e giungendo infine a ‘Fetish Parade’ “‘Atlasphere’ è stato il nostro primo cd (conteneva quattro canzoni) ed è uscito su Nosferatu records nel 1995. All’epoca la line up era tutta Catanzarese con me , Andrea Rizzuto ( basso e voce), Orko (batteria) e Deathead (tastiere) Il disco ci ha fatti conoscere molto in ambito underground ma le vicissitudini interne alla Nosferatu non ci hanno permesso di continuare il rapporto con loro… successivamente ci siamo messi a comporre il materiale per ‘Frames’ e nel frattempo io ed Andrea ci siamo forniti dell’attrezzatura per un home studio che abbiamo realizzato battezzandolo Ultrasound Lab dove abbiamo registrato il secondo disco appunto che si intitolava ‘Frames’ e che è stato pubblicato dalla Nocturnal, una piccola etichetta Napoletana. Dopo qualche data live la formazione comincia a sgretolarsi a causa dello scarso impegno ed interesse da parte di alcuni membri che di li a poco avrebbero lasciato la band (batterista e tastierista), compromettendo cosi quello che doveva essere il periodo di maggior promozione per il disco, ovvero i parecchi impegni live saltati. Fu allora che contattammo Enzo Rotondaro, un nostro amico batterista di Reggio Calabria, il quale  si è subito unito a noi mostrando un’energia ed una voglia di “sbattersi” non indifferente. Subito dopo aver registrato un promo di tre pezzi ( che vedeva la band tornare a suoni più violenti, senza tastiere) abbiamo contattato Nicola Bavaro, cantante barese di provata esperienza (con Cruentus e Schizo fra gli altri) il quale si è dimostrato disponibile a permanere in formazione, Così Andrea è passato al solo ruolo di bassita e con questa formazione abbiamo registrato all’Ultrasound ‘Fetish Parade’, il nostro lavoro più recente. Ovviamente l’odissea non finisce qui, infatti qualche mese prima che uscisse il cd , Andrea ha deciso che la sua vita da musicista doveva finire li e se ne è andato dal gruppo! In definitiva sono rimasto io della line up originale, è stata una selezione naturale…ma in fondo è meglio cosi, visto che nei Glacial Fear ci deve stare solo gente motivata altrimenti non avrebbe senso continuare con il gruppo.”   Com’è avvenuto il contatto con la Negatron, vostra attuale etichetta? “Semplicemente abbiamo spedito il master a tutte le etichette che credevamo potessero essere interessate al nostro lavoro, ben poche in Italia ad essere onesti, poi una sera mi ha chiamato Luca, il label manager, mentre tornavo a casa dalla sala prove, dicendomi che il disco era piaciuto tantissimo e che lo avrebbero voluto stampare loro… Ci siamo incontrati poco dopo, abbiamo chiarito ogni cosa e raggiunto un accordo, tutto qui.”   Rimanendo nell’ambito di ‘Fetish Parade’, come definisci questo disco? “Un album molto rabbioso, teso, dissonante e  – mi permetto di dire –  Moderno! La nostra etichetta ci indica come cyber thrash e ci può anche star bene, ma all’interno di Fetish trovi anche molto hardcore e melodia, la componente emozionale è molto importante per noi.”     Quali sono le influenze musicali all’interno dei Glacial Fear, allora? “Ti posso assicurare che sono le più varie… non ci fissiamo con nulla in particolare ma ascoltiamo quello che più ci stimola in quel preciso momento… ti posso dire che ultimamente nello stereo di Enzo girano Atari Teenage Riot, e molto “crustcore”, Nicola passa dal Dub al metallo estremo , io idem…dai Massive Attack, ai Nile….ovviamente ho dei gruppi che stimo più di altri , ma con la musica che faccio cerco di non prendere da nessuno per quanto è possibile.”   Ad ogni modo è innegabile che fra i vostri ispiratori ci siano i Voivod, ma una componente strettamente hardcore trabocca in alcuni passaggi ripsetto alle precedenti uscite dei Glacial Fear. Cosa mi puoi dire in proposito? “Che hai ragione per quanto riguarda la componente hardcore, infatti io ascolto hardcore da una vita , e poi Enzo viene da quel genere…per i Voivod, beh si sono tra i miei preferiti, ma non sono gli unici ispiratori del nostro sound…potrei citarti anche Prong, Killing Joke, Ministry ed altri, comunque il fatto che non ci sono più tastiere (non è detto che nel prossimo lavoro tornino a fare capolino!)ha determinato un approccio più heavycore, questo è innegabile.”   Quali sono i dischi che stai ascoltando maggiormente in questo periodo? “Senza ordine di gradimento ti dico ‘White Pony’ dei Deftones, così come ‘Return To Heaven Denied’ dei Labyrinth, ‘Pirmitive’ dei Soulfly, ‘Broke’ degli Hed(pe), ‘Powertrip’ dei Monster Magnet, ‘Comu Na Petra’ dei SudSoundSystem, ‘Mezzanine’ dei Massive Attack e ‘Surrender’ dei Chemical Brothers. Fra le ultimissime cose ascolto spesso l’ultimo Nevermore, gli Earthtone9, gli Amen, gli Snapcase e gli Spineshank”.   Dopo il giro promozionale a suon di interviste per il disco, quali sono i progetti dei Glacial Fear? “Comporre materiale nuovo , rimettere in sesto la line up e se possibile effettuare dei concerti. Ci teniamo molto a suonare dal vivo e siamo fermi da troppo tempo per i miei gusti. Fra i miei progetti personali c’è quello di ricostruire lo studio di registrazione che avevo con Andrea. E’ stato chiuso perché l’ex membro ha voluto la restituzione delle attrezzature di sua proprietà, bloccandone così l’attività.”   Un saluto per i cliccatori di metallus.it, ormai amichevolmente definiti “metallassi”… “Un caloroso e metalliko saluto ai lettori di metallus.it, sono anch’io un cliccatore dai primissimi giorni, nonché a tutti i colleghi di altre bands ! Procuratevi il cd ‘Fetish Parade’ e sostenete le bands Italiane , almeno quelle valide !”

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