Genere: Post Punk

The Cure – Recensione: Pornography

Il disco “dark” per antonomasia, per quanto i Cure non abbiano mai voluto definirsi tali. “Pornography” è il dolore, è l’alienazione, è la perfetta estremizzazione dei disagi che il punk aveva evidenziato alcuni anni prima e che non sono qui disagi di carattere sociale, ma personali. Tristezza, morte,...

Wire – Recensione: Change Becomes Us

Il precedente “Red Barket Tree” (2011) è stato un album discreto ma interlocutorio, forse troppo impostato sulle derive funk wave ma anche pop che hanno interessato la maturazione dei Wire. Un disco brillante soprattutto di competenza, insomma. Ora Colin Newman e soci tornano con una release che recupera...

Glis – Recensione: Phoenix

A otto anni di distanza dall’ultimo studio album, “Nemesis”, Shaun Frandsen rispolvera il progetto elettronico a nome Glis. “Phoenix” è presentato come l’album più personale, una sorta di celebrazione di tutti gli stili musicali che hanno influenzato il master-mind, dall’industrial rock in chiave Nine Inch Nails al post-punk...

U.K. Subs – Recensione: XXIV

Trentasei anni di carriera e un pezzo di storia del punk britannico. In poche parole gli U.K. Subs sono questo. E oggi tornano con il loro ventiquattresimo studio album, intitolato semplicemente con la numerazione romana e introdotto da una copertina estremamente simbolica (la Vergine Maria che abbraccia una...

Iceage – Recensione: You’re Nothing

Poco più di un anno fa, quando l’autore di questo articolo parlò degli Iceage, ne evidenziò le enormi potenzialità. La giovanissima band danese, nata e cresciuta con il passaparola generato dai social network, dava l’impressione di poter dire qualcosa fuori da ogni schema, mostrando un bacino di influenze...

Litfiba – Recensione: 17 Re

Per molti i Litfiba sono un gruppo radiofonico, una delle band italiane di maggior successo capaci di riempire palazzetti e gremire le piazze in occasione del Festivalbar. Ma non è sempre stato così. Prima della tetralogia degli elementi e della separazione tra Pelù e Renzulli (con il primo...

Bush Tetras – Recensione: Happy

Le Bush Tetras non sono delle bambine. Le newyorchesi muovevano i primi passi all’inizio degli anni’80, in piena era post-punk, con un sound fatto di rock festaiolo e funky-wave che fece innamorare anche Topper Headon dei Clash, loro primo produttore. La vita di questa band tutta al femminile...