Genere: Post Black Metal

Raat – Recensione: Avenir

Tra le svariate interpretazioni legate all’impatto della pandemia di COVID-19 sulla musica, da qualche tempo si va sostenendo che essa avrebbe parzialmente spostato l’asse geografico del metal underground, stimolando grandi uscite in paesi tradizionalmente privi di tradizione musicale estrema. Premettendo che in verità i paesi leader restano gli...

Batushka – Recensione: Hospodi

Dio li fa… e poi li separa. Come una meteora venuta dallo spazio senza la coscienza di nessuno, i polacchi Batushka crearono un ciclone quando il loro debutto, “Litourgiya”, divenne uno degli album metal più acclamati degli anni 2010: i fan ne decantavano lo stile musicale, l’”aura maligna”...

Numenorean – Recensione: Adore

Un nome che fece tanto discutere negli anni passati furono i Numenorean. Il gruppo canadese fa quel tipo di rock psichedelico con distorsione catartica, performance batteristiche piene di vigore e urla piene di riverbero (e prive di controllo) che viene definito quasi sempre con l’etichetta “post-black” o black...

Ellende – Recensione: Lebensnehmer

Il black metal è un genere che storicamente ha saputo adattarsi a differenti contesti e aree geografiche, incontrando spesso il folclore locale e altri universi musicali. La sua prerogativa è stata quella di farli propri generando degli ibridi davvero notevoli, tra i quali, oggi pare avere parecchio respiro...

Carpe Noctem – Recensione: Vitrun

I Carpe Noctem sono un segnale di quanto la scena estrema islandese non sia soltanto in ottima forma, ma abbia sviluppato dei tratti caratteristici interessanti e quasi esclusivi. “Vitrun” è il secondo album in studio del five-piece di Reykjavik e presenta nuovi e più affinati elementi rispetto al...