Node: Intervista a Gary D’Eramo

Spazio a Gary D’Eramo, chitarrista dei Node, che con grande entusiasmo ci illustra cosa c’è dietro ai Node e al loro nuovo album ‘Das Kapital’.

In generale ho notato un certo ammorbidimento del suono e una maggiore attenzione alla melodia, anche se l’aggressività rimane tutta. C’è una volontà dietro a questo o è semplicemente frutto dell’ispirazione del momento?

" Beh, un po’ tutte e due le cose. Diciamo che la volontà all’inizio non c’era, credimi. Inizialmente i pezzi erano concepiti in una maniera molto grezza e diretta,

pian piano però abbiamo cominciato ad arrangiare, a sperimentare, e la cosa ha cominciato a piacerci moltissimo… ti dirò, è la prima volta che intraprendiamo questa strada e le cose che abbiamo scoperto ci hanno fornito moltissimi punti di partenza per il futuro… è proprio vero,non si smette mai di imparare!"

A livello musicale il vostro stile non è cambiato in maniera sostanziale, ma ci sono delle aperture interessanti come ‘The Plot Sickens’, che crea atmosfere molto particolari. Una strada da seguire nel futuro, per cercare uno stile più personale?

" Come ti dicevo prima non si smette mai di imparare, questa frase per me è vangelo! Durante la stesura delle canzoni, ci siamo voluti mettere in discussione musicalmente, o meglio in un certo senso è scattato qualcosa che ci ha stimolato a ricercare qualcosa di diverso dai lavori precedenti, diverso nell’approccio prima di tutto.

Abbiamo liberato la fantasia stimolati, e ci tengo a dirlo, sopratutto da Marco Di Salvia, il nostro nuovo drummer che oltre a portare idee fresche ha messo sul tavolo le sue molteplici influenze artistiche.

Non solo nel groove ritmico ma anche nella stesura dei riff di chitarra ed in alcuni arrangiamenti. Insomma sì… la strada dell’evoluzione e della sperimentazione è quella che intraprenderemo nel futuro anche se sono convinto che il nostro stile è un marchio a fuoco che oramai abbiamo nell’anima… dobbiamo solamente allargarlo a tutte le soluzioni possibili."

L’idea che muove i testi dell’album (ripercorrono la storia del XX secolo attraverso i momenti più significativi) è molto interessante, certamente pretenziosa ma non banale. Vuoi illustrarlo in breve? Come mai questa scelta così intellettualistica? Chi è che si interessa di storia nel gruppo?

" Das Kapital è la storia di sempre, la storia che si ripete,il serpente che si morde la coda… Abbiamo solo guardato indietro e ci siamo accorti che tutto si sta ripetendo di nuovo magari sotto uno scenario politico e sociale diverso ma si sta ripetendo. Non c’ è nessuna pretesa di raccontare la storia come se si trattasse di un manuale o di commentarla in maniera approfondita. C’è un nesso cronologico nelle prime otto canzoni che va dalla prima guerra mondiale alla resa della Germania e qui arriva il bello, riflettendo bene non ti sembra di rivedere quello che è successo poco tempo fa in Iraq, in Jugoslavia, in Afghanistan?

E questa attuale quiete temporanea ricca di tensione per gli attentati non è pari alla paura di un conflitto nucleare che caratterizzò in primo piano gli anni della guerra fredda? E tutto oggi ancora di più viene pilotato dai soldi… l’economia, il "Kapital", il dominio, il potere; può sembrare una frase fatta, un argomento scontato, una strada battuta…. Ma pensandoci bene la giustificazione di così tanta scontatezza non nasce proprio dal fatto che tutti noi siamo bendati dalla paura di accettare questa realtà?

Il sistema che attualmente ci controlla ha pensato bene di rincoglionirci il cervello con la televisione, con i media che ci portano le cose belle dentro casa senza fare fatica, e inconsapevolmente togliendoci a volte il gusto di cercarle nelle piccole cose di ogni giorno. Oppure di ricordarci che ogni tanto c’è anche il dolore… che è sempre quello degli altri mai il tuo! I media che tartassano a morte una madre che ha perso il figlio, reo di essere una celebrità, pur di portare nelle case l’evento della settimana senza farsi il minimo scrupolo del dolore che una donna prova nel perdere un figlio… hai già capito di chi sto parlando. Anche tutto questo in nome dei soldi e del potere, di chi manovra tutto questo, da secoli tutto ciò va avanti se ci rifletti un attimo. Cambia solo lo scenario.

La scelta è venuta fuori un sabato sera davanti ad una (o forse qualcuna di più…mah) birra tra me e Daniel durante un periodo nel quale molto spesso entravamo in discussioni storico – politiche, lui è appassionato del ‘900 io invece sono letteralmente malato dell’ultimo trentennio, sopratutto degli anni di piombo qui in Italia. Ho imparato molto anche da lui a riguardo. La frase Das Kapital è stata estratta da Jerry Mander, il manipolatore dei destini… tutto quindi si riallaccia anche col precedente Sweatshops."

Non vi sembra un po’ in contrasto con l’approccio più classicamente metal e "ignorante" che avete sul palco?

" Bè il contesto è diverso.

Sotto il profilo live subentra una specie di schizofrenia congenita, diventiamo degli animali, ancora oggi non sappiamo spiegarci il perché…

Scherzi a parte, alla fine siamo onesti, non vogliamo prendere in giro nessuno: ovviamente ciò di cui parlano i nostri pezzi non devono obbligatoriamente strumentalizzare la nostra attitudine, sarebbe bruttissimo ed anche noioso sotto certi aspetti trasformare il palco in una enorme aula dove ribadire di nuovo i nostri ideali e le nostre riflessioni per l’ennesima volta. Pensando che magari poi a qualcuno non gliene frega un cazzo e aspetta solo la nostra musica. Sarebbe invece bello se attraverso la nostra musica quel qualcuno si interessi alla cosa, anche in un secondo tempo… E’ ugualmente creativo non credi?

Nel contesto live i Node rimangono una band Metal sotto tutti i punti di vista. Hai ragione quando mi dici che c’è un contrasto ma proprio questo comportamento diretto da parte nostra deve dare sicurezza, fiducia, e perché no anche speranza anche a chi riflette sulle nostre tracks, proprio proponendoci nella nostra vera natura.

Das Kapital tratta oltretutto di come nella storia l’ipocrisia abbia dettato legge per un secolo intero ed ancora oggi faccia da padrona.

Saremmo noi stessi degli ipocriti se ci presentassimo sul palco con una faccia torva e cupa dettata dal "must" dell’attitudine suggerita dai temi di cui parliamo.

Quella che tu chiami "ignoranza"io la chiamo "energia spontanea e sincera"! Insomma siamo una Metal band e siamo fieri di esserlo fino in fondo!"

Il messaggio che traspare è molto cupo, alla fine dei conti si fa la guerra tra due parti che hanno torto entrambe, e i conflitti sono provocati dalla follia di base che anima l’uomo, dalla sostanziale negatività della natura umana. Voi vi ponete come spettatori di questo scenario desolante; pensi che l’individuo possa avere un ruolo in tutto questo, oppure si può essere semplicemente osservatori impotenti?

" Il fatto che già si instauri una riflessione su questo argomento è sinonimo di ricerca, e la ricerca è la dimostrazione lampante che non ci si vuole arrendere a questa situazione apparentemente insormontabile.

L’impotenza vera di fronte a questi scenari è lasciare che tutto venga dimenticato o snobbato. Quando si butta giù un muro che ha rappresentato un ostacolo, bisognerebbe sempre lasciarne un pezzo in piedi proprio per non dimenticare cosa rappresentava una volta e ricordare sopratutto la fatica che è stata fatta per demolirlo. "

Come mai la scelta di fare la cover di ‘Empire’ (Queensryche)? C’entrano anche le tematiche trattate, immagino, visto che si inserisce molto bene nel discorso di ‘Das Kapital’. Certo sostituire la voce di Tate con un cantato scream è una idea coraggiosa… comunque il risultato finale è apprezzabile (mi piace moltissimo il finale). Pensate di proporla anche dal vivo?

" La scelta in verità ci è stata suggerita dal nostro Webmaster, Mothz, (che si è occupato della realizzazione grafica dell’interno del booklet di Das Kapital), proprio perché il testo si inseriva di pieno diritto in tutto il discorso. Il fatto che poi i Queensryche sono tra i nostri gruppi preferiti ha fatto sì che la cosa prendesse forma definitivamente.

Il cantato scream ha reso la cosa molto più personale ovviamente. Inoltre ho personalmente inserito delle variazioni al riffing di chitarra e all’ assolo proprio per renderla più "nostra", a tutti gli effetti.

Certo che la proporremo dal vivo, ma non ora,vogliamo tenerla buona per il futuro….quando qualcuno meno se lo aspetta salterà fuori!"

C’è una maggiore varietà di soluzioni vocali rispetto al passato, aperture quasi melodiche e seconde voci. Sul disco l’effetto è buono, ma sul palco ho notato qualche difficoltà a riproporle. La cosa vi preoccupa o credete sia risolvibile con un po’ di rodaggio?

" No assolutamente, la cosa si risolverà col tempo. Tieni conto che al Transilvania Live era la prima volta che eseguivamo i pezzi nuovi. Inoltre essendo la prima volta che ci accostiamo a questo tipo di performance vocale ci vorrà un poco di tempo per rendere al 100% il tutto. Come qualcuno recitava in un famoso film: "Bisogna provare,provare,provare,provare,provare,provare,provare….alla fine ci si riesce". La cosa non ci preoccupa per niente.

Ci preoccuperebbe invece di più se nessuno ci facesse delle osservazioni creative come hai fatto tu, questo sì che sarebbe un vero problema! Andremmo avanti a commettere gli stessi errori ad libitum…."

In generale non comincia ad andarvi stretto l’utilizzo quasi esclusivo di cantato scream? Come scelta unica mi pare un po’ limitante, in chiave di possibili evoluzioni future. Dopo tre album molto buoni, in maturazione costante ma accomunati dal genere proposto, sentite l’esigenza di andare oltre?

" Mah, staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro… il cantato di Daniel per ora va a pennello con quello che vogliamo proporre.

Ovviamente dipende tutto su che binari si dirigono le evoluzioni della band. Magari potrebbero essere involuzioni sotto altri punti di vista.

Penso che la cosa sia molto soggettiva e riguardi i gusti personali di ciascun individuo che ascolta la nostra musica. De Gustibus…."

Credo che il pubblico dei Lacuna Coil difficilmente riuscirà ad apprezzare il genere da voi proposto, molto aggressivo e poco melodico, sicuramente più di nicchia. Cosa ne pensi? Come è nata questa collaborazione?

" Dipende molto dai soggetti anche questo. Io non parto a priori che ad un fan dei Lacuna Coil non piaccia tutto ciò che vogliamo proporre. Se pensassi così sarebbe un’offesa nei confronti dell’intelligenza del fan stesso, te lo dico io che adoro i Lacuna Coil e sono uno dei loro fan più accaniti, eppure sono un fanatico dei Dimmu Borgir e degli Slayer allo stesso modo… ce ne sarà uno come me tra loro spero! La collaborazione è nata molto amichevolmente,Chris Migliore e Maus sono nostri fan da tantissimi anni,abbiamo suonato insieme agli esordi, ci conosciamo da quasi un decennio oramai.

Inoltre nel ’98 durante il tour europeo che i Lacuna intrapresero insieme ai The Gathering, Chris fu sostituito temporaneamente, causa impegni di lavoro dall’allora nostro chitarrista Steve Minelli. Dopo aver ascoltato il nostro nuovo lavoro, i Lacuna ci hanno invitato ad aprire il loro tour italiano.

By the way… per noi comunque vada è primo un onore,secondo una bella occasione per stare insieme visto che ci si vede pochissimo con loro, terzo una nuova esperienza che sicuramente ci aiuterà a progredire."

Come vedi lo stato della scena metal italiana? I Lacuna stanno emergendo in maniera molto rapida, poi ci sono altri gruppi di discreto successo tipo i Linea77… Pensi che ci sia spazio per altri gruppi? Quanto è difficile riuscire a vivere della propria musica? Ho appena letto ad esempio che i membri dei Dimmu Borgir fanno lavori part time quando non sono in tour… avete qualche speranza?

" Il metal Made in Italy è una realtà florida e concreta. Dal mio punto di vista manca solamente la convinzione di questo da parte di qualche addetto ai lavori e da chi ascolta il genere.

Sembra sempre che ad un gruppo italiano manchi ogni volta qualcosa a parere di molta gente. Purtroppo noi italiani siamo malati di esterofilia in tutte le cose, non solo nel metal, una malattia che comunque come dici tu tante nostre band Lacuna Coil su tutti stanno debellando alla grande! Noi Node lavoriamo tutti oltre che suonare e andremo avanti a farlo se necessario.

Vivere della propria musica non è il nostro interesse primario, piuttosto è far vivere la nostra musica la cosa che ci sta più a cuore."

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