Node: Intervista a Gary D’Eramo

Gary D’Eramo dei Node ha risposto, con il consueto entusiasmo, alle nostre domande spedite via email, relative al loro nuovo lavoro ‘As God Kills’ (Qui la recensione).

Il disco inizialmente mi ha un po’ deluso, ma poi mi è cresciuto parecchio con gli ascolti. Complimenti!

"Grazie per i complimenti, spero che il fatto che il disco ti sia piaciuto dopo alcuni ascolti faccia acquistare di nuovo una copia a chi l’ha già buttato dopo il primo ascolto AHAHAHAHA!!! Pensavamo di fare un album che piacesse al primo ascolto ma evidentemente abbiamo fallito.."

In realtà è stato proprio il fatto che abbiate privilegiato una estrema aggressività e compressione del suono a scapito della complessità a deludermi inizialmente; da dove è nata questa scelta?

"In verità non si è trattato di una scelta; noi, come sicuramente avrai notato, in ogni album ricorriamo a soluzioni diverse dal punto di vista stilistico-compositivo e tutto questo è dettato dall’emotività e dallo stato d’animo di tutta la band nel periodo della composizione. Con ‘As God Kills’ abbiamo attraversato una fase di incattivimento a discapito della tecnica proprio per un crescente gusto per le sonorità grezze e d’impatto. Ci sono venuti i brividi nello sviluppare le nuove tracks, brividi mai provati prima. E proprio per amplificare tutte queste sensazioni abbiamo voluto seguire questa strada. ‘As God Kills’ è ciò che sono i Node ora ovvero dei bastardi luridi figli di puttana al 100%. Avete capito???"

Con lo scorso ‘Das Kapital’ avete affrontato un concept, anche piuttosto corposo. Di che parlano i testi dell’ultimo ‘As God Kills’? Avete semplificato anche a livello di testi?

"No, i testi sono sempre profondi e indirizzati alla riflessione personale di ogni ascoltatore. Per farti un esempio ‘Hellywood’ è la condanna senza appello a tutte le falsità iniettate nei cervelli dai mass media che sono la colonna portante di questa società mediocre (la sottocultura italiana imperante soprattutto). In questo pezzo abbiamo voluto comparare proprio questa anticultura con quella americana ovvero Hollywood, verso la quale tutto l’Occidente sembra inevitabilmente convergere creando un caos che inibisce il desiderio di conoscenza dell’individuo e la sua capacità critica di osservare ciò che lo circonda. Questo inferno è il caos nel quale noi viviamo; ‘Hellywood’, appunto! L’inferno colorato e sorridente che sprigiona il vostro televisore."

La citazione iniziale da ‘Full Metal Jacket’ come si inserisce nel contesto?

"Il tributo al grandissimo Stanley Kubrick del quale tutti e quattro siamo molto appassionati è un elemento ricorrente di questo album. Il suo modo critico e allo stesso tempo satirico di denunciare l’inutilità e le nefandezze della guerra si è incontrato in modo sublime con ciò che volevamo trasmettere e sottolineare nel significato di ‘Shotgun Blast Propaganda’. Tutto questo inoltre è l’input che vuole condurre al significato globale del disco ovvero; dopo il novecento (che abbiamo approfondito con ‘Das Kapital’) a cosa stiamo andando incontro? Cosa stiamo vivendo ora? O meglio, cosa stiamo creando con le ceneri di quello che abbiamo distrutto?"

Come mai avete lasciato la Scarlet, per cui Daniel oltretutto lavora(va)? E come vi siete trovati con la Massacre? Pensate che possa essere un aiuto per fare un salto di qualità a livello di mercato?

"Il disco era programmato per marzo 2006. Purtroppo la Scarlet non ci avrebbe messo a disposizione il budget necessario per registrare un disco con le contropalle dato che le priorità dell’etichetta in quel momento erano altre. Noi volevamo un prodotto di qualità e per niente al mondo avremmo accettato di realizzare un disco mediocremente prodotto, per cui abbiamo chiesto di registrare l’album a nostre spese e abbiamo buttato l’occhio in giro. I ragazzi hanno accettato questa decisione nonostante il contratto imponesse un altro album. Tra tutte le proposte arrivate quella di Massacre è stata la più allettante ed abbiamo accettato. Non finiremo MAI di ringraziare Scarlet per tutto il lavoro fatto fino ad oggi!!!! Per noi la Scarlet è la migliore sul nostro territorio. Sul presente della Massacre posso dire che tutto va visto in relazione a chi sei e dove vuoi andare."

In realtà la Massacre non ha una grandissima fama, e mi è capitato spesso di raccogliere lamentele da gruppi sullo scarso supporto ricevuto. Immagino voi siate ottimisti su questo punto.

"Per i Node, la Massacre è una buona chance per una maggiore visibilità in Germania e in Italia rimane distribuita Audioglobe. Sappiamo che la promozione che fa Scarlet in Italia è superiore ma la nostra scelta è stata presa con ampio respiro, con la prospettiva di crescere laddove siamo poco o niente. Insomma, è giunto il momento di buttare fuori il naso dal nostro Paese. Partire con un’etichetta tedesca non ci sembrava una cattiva idea. Per ora stanno lavorando molto bene e stanno soddisfacendo ogni nostra minima richiesta con la massima precisione e puntualità (qualità non sempre facili da riscontrare dalle nostre parti)."

Ormai siete al quarto album: immagino avrete le idee molto più chiare che in passato. Dove pensate che possa portarvi l’avventura Node? Quale pensate sia il punto massimo che potrete raggiungere, partendo dall’italia e proponendo musica estremamente aggressiva?

"Principalmente il nostro obiettivo è divertirci e stare insieme ai nostri fans, crescere umanamente e si spera anche musicalmente. Non ci siamo mai preoccupati di dove questa avventura ci possa condurre, l’importante è che l’avventura ci sia e che sia sempre più avvincente in ogni capitolo. Siamo perfettamente consapevoli, inoltre, che ogni capitolo siamo noi stessi a scriverlo per cui cosa possiamo chiedere di più se non continuare a fare quello che ci detta la nostra passione e quella di chi ci segue? riguardo alla musica estrema e non estrema , si tratta di mettere un’ etichetta, cosa che a me personalmente non piace fare con la musica. Tutto questo porta verso un’ inibizione dell’espressione della creatività artistica. Non esistono barriere nel metal, ognuno deve dire ciò che vuole in ogni forma e ogni forma è ugualmente valida per rendere il metal un grande veicolo di emozioni."

Com’è la vostra esperienza nel music business? Avete avuto modo di partecipare a festival importanti, conoscere gente del giro. Che ne pensate?

"Veramente non conosciamo nessuno! A parte i Lacuna Coil che sono nostri grandissimi amici ma questa è un’altra cosa, un rapporto di amicizia che va avanti da decenni. Penso che il circuito del music biz e chi lo frequenta soprattutto stia economicamente meglio di noi..AHAHAHAHAH"

Che programmi avete per l’immediato futuro? Avete tour in programma? Magari a supporto di qualche nome importante?

"Ad ottobre partirà il nostro "As Node Kills" tour che toccherà tutte le province della nostra penisola (nel limite del possibile ovviamente). Alcune date sono gia’ confermate, andate su http://www.node.it oppure su http://www.myspace.com/nodeband a vedere. Inoltre la prima conferma del buon lavoro svolto in questi anni è stato proprio lo showcase di sabato 27 maggio qui a Milano. Portare qualche centinaio di persone in un locale al chiuso, al 27 di maggio, per vedere un concerto dei Node non era un’impresa facile. L’affluenza è stata al di sopra di ogni più rosea aspettativa. La risposta è stata esaltante. I pezzi funzionano alla grande!! Abbiamo deciso di fare molte date considerando anche la possibilità di suonare in club molto piccoli. Se nei locali delle grandi città il metallaro pigro di provincia non viene, andremo noi nei piccoli locali di provincia a stanarlo!! Quindi, tante date, un po’ ovunque… Stiamo lavorando anche per fare qualcosa di buono all’estero. "

Ciao e in bocca al lupo per tutto!

"Grazie a te Samuele e a tutto lo staff di Metallus per il supporto dimostratoci sempre e comunque e a tutti i lettori di Metallus un affettuoso KEEP ON ROTTING !!!!!!!!!!!!!! Ci si vede on stage!!!"

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