Eternity – Recensione: Funeral Mass

‘Funeral Mass’, secondo full-length dei tedeschi Eternity, non aggiunge proprio nulla di nuovo alla scena black metal, ma per lo meno porta avanti un discorso lirico e stilistico con estrema coerenza. La band, che ha ormai raggiunto lo status di culto, è attiva nel panorama underground da tredici anni e nel corso del tempo è stata autrice di numerosissimi split e demo CD.

Il nuovo album è volutamente un surrogato di tutto ciò che il black metal del ceppo nordeuropeo ha offerto nei primi anni di vita: atmosfere minimali e terrorizzanti che ricordano i lavori degli Emperor vecchia maniera e dei Darkthrone più genuini, rallentamenti epici in chiave Immortal (quando Abbath e soci udivano ancora i richiami della luna…) e qualche tecnicismo non troppo arzigogolato caro ai Dark Funeral. Sette tracce violente e senza sorprese che certamente faranno la gioia di chi ama i risvolti più intransigenti del genere.

Quello che è il più grande pregio dell’album si rivela per contro il suo maggiore difetto. ‘Funeral Mass’ è fondamentalmente una minestra riscaldata, non c’è nessuna idea nuova o se preferite nessuna prospettiva di evoluzione, giratela come volete che il risultato non cambia. La produzione è sufficientemente competitiva e nonostante la completa mancanza di personalità la band svolge il suo dovere, pur entro dei confini ben delineati. Se siete in cerca di un platter dal sapore antico e odiate le troppe raffinatezze, ‘Funeral Mass’ non sfigurerà nella vostra collezione. Certo però che dopo tredici anni passati a invocare il Satanasso, qualche spallata al genere di riferimento sarebbe ora apprezzabile.

Voto recensore
6
Etichetta: Avantgarde / Masterpiece

Anno: 2007

Tracklist: 01.Funeral Mass
02.The One Within All
03.Horncrowned Emperor
04.One Way Hell
05.Reign Of Tortured Souls
06.Suicidal Ritual
07.In Dimensions Of Pale Thorns

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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