Elffor – Recensione: Frostbitten Pain

Lo abbiamo già detto: per qualche fattore a noi sconosciuto, vuoi il clima, vuoi la solarità trasmessa da quelle terre, a parte alcuni rari casi, la penisola iberica non si è mai distinta per una scena estrema fiorente né di buon livello qualitativo. Non fanno eccezione gli Elffor, one-man band orgogliosamente misantropa personificata dal mastermind Eol e dedita a un ambient/black metal dalla forte vena melodica. Il nuovo album “Frostbitten Pain” contiene cinque tracce lunghe ma poco articolate che tentano di suggerire un senso di epico e glaciale, con diversi limiti però. Per quanto alcuni spunti, specialmente quelli più melodici siano piacevoli, i pezzi si arenano in numerose ripetizioni e si avverte un costante senso di copia e incolla. E’ inutile spendere ulteriori parole, “Frostbitten Pain” potrebbe essere gradito dagli estimatori di queste sonorità, da chi in particolare trova stimoli nell’esplorazione del panorama underground, ma i suoi problemi formali sono evidenti.

Voto recensore
5
Etichetta: Autoprodotto

Anno: 2010

Tracklist: 01.A Cold Funereal Breeze
02.Instinct Enslavement
03.Ancestral Spirit
04.Chaos Moon
05.Icewind
Sito Web: http://www.myspace.com/elffor

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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