Faust – Recensione: From Glory To Infinity

I veterani Faust, sebbene siano conosciuti in particolare nella zona di Milano, sono attivi dal 1992 ed hanno vissuto tutti i cambiamenti, profondi o meno, che hanno attraversato la scena death metal. “From Glory To Infinity” segna il loro agognato debutto, un lavoro professionale per il quale il vocalist nonché deus ex-machina Aleister si è circondato di session di lusso come il batterista Darek Brzozowski (lo ricordiamo nei Vesania, nei Vader e come drummer live per i Dimmu Borgir) e soprattutto Steve DiGiorgio, che regala al disco il suo tipico tocco tecnico, complesso e personale.

Prendendo spunto ora dalla tecnica di scuola americana, ora dal corpo melodico di matrice svedese, “From Glory To Infinity” si snoda lungo brani essenziali, ricchi dal punto di vista esecutivo ma non forzati. Aleister usa la chitarra con una certa varietà, offrendo numerosi tappeti melodici che fungono da contro-altare a un corpus sonoro veloce e compatto. La voce, un growling cavernoso, lascia raramente spazio a momenti più ragionati, espressi da lamenti soffusi.

Un album onesto negli intenti e buono nel risultato. “From Glory To Infinity” non è destinato a creare uno scossone nel panorama, ma è indubbiamente uno sforzo professionale e ben riuscito, ideale per i cultori del death metal nei suoi risvolti tecnici e melodici.

Voto recensore
6
Etichetta: Paragon Records

Anno: 2009

Tracklist: 01.Purple Children
02.Wet Veils
03.Sentimental Worship
04.Golden Wine Countess
05.Servants Of Morality
06.Carnal Beatitude
07.Pig God Dog
08.Holy Hole
09.A Religion – Free World’s Dream
Sito Web: http://www.myspace.com/faustband2

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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