Frankie Miller – Recensione: The Rock

Esiste una via scozzese per cantare il rock’n’roll? A sentire gente come Rod Stewart, Bon Scott (australiano di adozione, scozzese di nascita), Alex Harvey e Dan McCafferty dei Nazareth si direbbe di sì e magari prima o poi torneremo sulla questione. La storia che andiamo a raccontare però riguarda un altro cantante nato a Bridgeton, nei pressi di Glasgow, nel 1949. Il suo nome è Frankie Miller, uno di quegli artisti tanto popolari e amati in patria, ma anche fra gli addetti ai lavori, quanto poco conosciuti altrove (in Italia poi…). Cresciuto ascoltando dischi rhythm and blues, arriva presto la passione per il canto e la composizione di brani, che esprimerà inizialmente in band della zona, fra cui i The Stoics. Nel 1970 si trasferisce a Londra, forma una band con nomi già di spessore quali Robin Trower, Jimmy Dewar e Clive Bunker chiamata Jude, con cui non andrà oltre ad alcuni concerti. La sua splendida voce viene però notata, e gli fa ottenere un contratto con l’etichetta Chrisalis, con la quale debutterà nel ’72 con l’album “Once In A Blue Moon”, un bellissimo concentrato di rock blues, soul, folk, e quel pub rock che ha da sempre caratterizzato una parte importante della musica britannica. L’album successivo è “High Life” del ’74, anno in cui duetterà con Phil Lynott sul brano “Still In Love With You”, dall’album dei Thin Lizzy “Nightlife”, ma è col terzo disco, dal titolo “The Rocks”, pubblicato nel 1975, che l’artista scozzese raggiunge uno degli apici della sua carriera. L’album esce a nome Frankie Miller Band, essendo suonato da musicisti di grande spessore (Henry McCullough chitarra, Mick Weaver tastiere, Chrissy Stewart basso, Stu Perry batteria) e viene registrato, con la produzione di Elliot Mazer, a S. Francisco in uno studio davanti alla prigione di Alcatraz, che ispirerà il titolo dell’album. Si inizia con “A Fool In Love” (scritta con Andy Fraser, ex bassista dei Free), un hard blues a tinte soul e r’n’r dove il riff semplice e possente, supportato da una sezione fiati, dà immediatamente il via alla linea vocale con un’orecchiabilità e una cantabilità straordinarie; un pezzo splendido, coverizzato fra gli altri da Etta James e dagli UFO sul loro “No Heavy Petting”. “The Heartbreak” continua sulla linea hard blues, con un sound anche qua vicino ai Free, con Miller che dà prova delle sue sensazionali capacità vocali e un bellissimo assolo di chitarra. La title track pare un riuscitissimo omaggio ai Creedence Clearwater Revival, mentre l’altro brano scritto con Fraser, “I Know Why The Sun Don’t Shine” è un intenso blues valorizzato dalla calda vocalità di Miller, che potremmo definire fra Paul Rodgers e Rod Stewart. Ancora un trascinante hard r’n’r con “Hard On The Levee”, mentre “Ain’t Got No Money” è un boogie r’n’r da pub che diventerà uno dei brani più amati del nostro, riproposto anche da gente come Cher, Chris Farlowe e Bob Seger, che ammetterà quanto Miller lo abbia influenzato. La vocalità di Miller diventa commovente nel soul “All My Love To You”, arricchito dalla sezione di fiati dei Memphis Horn, di contro “I’m Old Enough” è un rhythm and blues sostenuto e divertente, reinterpretato anche da Johnny Hallyday. “Bridgetown”, è un lento pieno di amore e nostalgia verso la sua città natale, arricchito da un bel assolo slide e un caldo Hammond, e “Drunken Nights In The City” è un pezzo folk per chitarra acustica e voce dedicato al suo amico e compagno di bevute Jimmy Johnstone, calciatore del Celtic, splendidamente interpretato con una voce più “alcolica” che mai, che conclude un disco bello come pochi, dove il rock blues britannico si fonde col soul americano in maniera a dir poco perfetta, creando un amalgama sonora coinvolgente e di rara intensità.

Nonostante il grande livello artistico, il disco non otterrà il successo meritato, il che non scoraggerà Miller a produrre nuovi dischi, a volte con buon successo, suscitando l’ammirazione della critica, dei fans e di una serie incredibile di grandissimi artisti (Rod Stewart lo definirà la più grande voce soul bianca ed Elton Jon affermerà che “la musica di Frankie dovrebbe essere venerata”) che spesso interpreteranno i suoi brani. Oltre a quelli già citati, gente come Ray Charles, Peter Frampton, Johnny Cash, Roy Orbison, Joe Walsh, Bonnie Tyler, Eagles, Joe Cocker e molti altri, fra cui addirittura uno come Udo Dirkschnider. Oltre che all’attività musicale, si dedicherà anche alla recitazione in qualche film e telefilm.

Il tutto si interrompe tragicamente nel 1994, quando Frankie viene colpito da un aneurisma cerebrale che lo riduce in coma per ben cinque mesi, paralizzandolo parzialmente e facendogli perdere, al suo risveglio, la possibilità di cantare. Da allora, parallelamente al difficile percorso di riabilitazione, Miller collaborerà con un’associazione pro musicisti disabili e pubblicherà nuovi dischi con vecchio materiale inedito. Consigliamo a riguardo di vedere il bellissimo documentario “Frankie Miller: Stubborn Kinda Fella” sulla sua storia, prodotto dalla BBC. L’amore nei confronti della sua musica e la sua amicizia personale, spingeranno Spike dei Quireboys a registrare nel 2014 il bellissimo album “100% Pure Frankie Miller”, con brani inediti scritti dall’artista scozzese. Attualmente Miller vive circondato dall’affetto della famiglia e dei numerosissimi fans in tutto il mondo, memori di un artista di livello incredibile, autore di brani meravigliosi e con quella voce a dir poco miracolosa. La storia però non è ancora finita: su “Wardour Street”, disco di prossima uscita dei Quireboys di Spike, è presente il singolo “Raining Wishkey”, contenuto nei vecchi demo di Miller e riarrangiato, con l’entusiasta beneplacito dell’autore. Anche se la vita non è stata generosa con lui, la musica di Frankie Miller continua a parlarci e a dirci cose meravigliose. Riscopritelo, non ve ne pentirete.

P.S. il catalogo Chrisalis è stato integralmente ristampato da Rock Candy Records con tanto di bonus, occasione imperdibile per avvicinarsi alla sua musica.

Etichetta: Chrsalis Records

Anno: 1975

Tracklist: Tracklist: 01. A Fool In Love 02. The Heartbreak 03. The Rock 04. I Know Why The Sun Don’t Shine 05. Hard On The Levee 06. Ain’t Got No Money 07. All My Love To You 08. I’m Old Enough 09. Bridgetown 10. Drunken Nights In The City
Sito Web: https://www.facebook.com/FrankieMillerOfficial

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