Francesco A. Brunale – Recensione: 99% Crossover

Quando si legge un libro in cui vengono raccolti i dischi migliori di un genere, indipendentemente dal genere affrontato e dal numero di dischi conteggiati, la tentazione a fine lettura è sempre quella di commentare: “Eh, ma manca quel disco fondamentale/ Ma c’è quel disco che non c’entra niente con gli altri” e così via, altre considerazioni simili. Con “99% Crossover” l’autore Francesco Andrea Brunale ha voluto eliminare questo rischio e già dal titolo dichiara che il libro è, appunto, completo al 99%. La parola finale spetta al lettore, che potrà integrare quell’uno per cento mancante con la propria scelta. Viene così a cadere uno degli obblighi morali di questo tipo di libri, ovvero la completezza, perché l’autore, con grande lucidità e maturità, mette in chiaro fin da subito come “99% Crossover” fornisca delle indicazioni, che per forza di cose non possono e non vogliono essere esaustive. Questo concetto di base è poi in linea con il genere che viene analizzato, perché il termine crossover è per sua stessa costituzione uno di quelli in cui è possibile far confluire una moltitudine di lavori e stili diversi, e che quindi non si può mai definire completo. Il crossover, prima ancora di essere un genere musicale, una delle quintessenze della contaminazione, è anche una filosofia, un modo di pensare, e anche per questo offre una moltitudine di spunti e di strade nuove da percorrere con curiosità. Largo alle sperimentazioni quindi, con un’attenzione specifica verso le fusioni fra thrash metal e hardcore da un lato e fra quelle legate a generi più mainstream, con una serie di sconfinamenti nelle colonne sonore di film. Il decennio a cui si presta attenzione maggiore è quello degli anni 90, ma si tratta solo di un riferimento di massima, non certo di un vincolo che incatena. Ai nomi noti, come quelli di Primus, Rage Against The Machine e Mr. Bungle (che torneranno in Italia fra pochi giorni, tra l’altro), se ne accostano altri molto meno conosciuti, sempre nell’ottica di offrire una panoramica su tutto quello che può andare sotto l’etichetta del crossover. Ciascuna scheda è composta da una prima parte in cui viene esposta la storia della band nelle sue tappe principali, dall’esposizione dettagliata dei brani principali contenuti all’interno dell’album, con un’attenzione particolare (naturalmente) alle contaminazioni fra generi presenti in ciascuna di essere, e si chiude con un accenno alla storia della band in seguito alla pubblicazione del disco (che può essere stato un successo planetario, ma anche essere passato più o meno sotto silenzio), e se questo abbia avuto più o meno successo. Tutto questo, e molto altro, viene descritto con una padronanza linguistica eccellente, che mostra la conoscenza approfondita della materia e la passione per la musica che non sconfina mai nel retorico o nell’eccesso di pomposità. Brunale si è messo al servizio della musica, invece di considerarsi superiore a essa, e in questo modo è riuscito a realizzare un lavoro che suscita curiosità. Il rischio potrebbe essere quello di lasciarsi trascinare troppo e di leggere tutto d’un fiato, con la conseguenza di lasciarsi sfuggire qualche dettaglio di rilievo. Il consiglio invece è quello di dedicarsi a “99% Crossover” a piccole dosi, appunto con l’obiettivo di esplorare e conoscere, soprattutto per chi non avesse ben chiaro cosa sia il crossover e quali gruppi comprenda. Le scoperte saranno moltissime e gli spunti di riflessione ancora di più.

Voto recensore
https://www.facebook.com/bertonieditore
Etichetta: Bertoni Editore

Anno: 2024


anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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