Primo Istinto – Recensione: Frammenti D’Anima

Costa ammetterlo, soprattutto quando si vive dall’interno (in quanto fruitori a tempo pieno) tale musica ma il mondo dell’heavy metal è sempre stato esageratamente chiuso ed ha sempre avuto alcune regole fisse che difficilmente sono state scalfite dalle origini ai giorni nostri: una di queste è sicuramente il religioso utilizzo della lingua inglese come idioma ideale per accompagnare la musica a noi tanto cara. È per questo che l’esordio discografico dei Primo Istinto, pur non essendo ancora un capolavoro, è un lavoro coraggioso proprio per l’utilizzo della lingua italiana (salvo che in occasione di una traccia); l’heavy rock propostoci da questi ragazzi lombardi ha profonde radici nella NWOBHM e ci ha ricordato, proprio per il modo di relazionarsi alla tradizione inglese quanto proposto ad inizio carriera dai veneti Helreidh (quelli di “Mémoires” per capirci). Gli spunti buoni non mancano: il cadenzato coadiuvato dalle tastiere pomp di Marco Zanibelli a titolo “Inganno”, la buona impostazione vocale di Riccardo Benedetti che poggiandosi sulla lingua patria non può non ricordare la tradizione prog settantiana (“Verso L’Ignoto”), la maideniana “Progresso” e la maggiormente diversificata (e per questo apprezzabile) “Equilibrio Instabile”. Tutti tasselli che rendono “Frammenti D’Anima” un album sicuramente sufficiente (volendolo quantificare numericamente) ma soprattutto, ed è la cosa più importante, sottolineano l’ottimo punto di partenza per quello che negli anni a venire potrebbe senza sorpresa diventare un nome di primo piano di una scena italiana sempre in bilico fra “big bands” ed immobilismo underground.

Voto recensore
6
Etichetta: Video Radio

Anno: 2007

Tracklist: 01. Inganno
02. Verso L’Ignoto
03. Always The Same
04. Equilibrio Instabile
05. Progresso
06. Oltre Le Nuvole
07. Ascolta Il Silenzio
08. L’estate Più Fredda
09. Un Filo Sottile
10. Fuori Dal Vortice

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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