Dark Lunacy – Recensione: Forget-Me-Not

La massima aspirazione dei malinconici è quella di lacerare il cuore altrui con mastodontiche dosi di tristezza e pathos e, a tal proposito, ‘Forget-Me-Not’ rappresenta l’ennesima manifestazione della malinconia scarabocchiata tramite il color nero, la morte e il gotico, permanendo comunque in un contesto in cui la parola Metal assume sfumature che alcuni potrebbero trovare intriganti. L’innovazione è altrove, questo è dato di fatto, ma convinzione, grande passione e tanta, ma proprio tanta poesia avvalorano di molto il disco dei Dark Lunacy, anche perché, al di là di tutto, alcuni cliché del genere vengono comunque abbandonati di buon grado e si preferisce cercare il teatrale e il cangiante, piuttosto che il malefico e l’oltraggioso. È un ottimo segno, non c’è che dire. Che sia per romanticismo inarrenabile (‘Lunacyrcus’) o poderoso impatto (‘My Dying Pathway’), il risultato dona sempre e comunque dignità ad una proposta musicale dagli obiettivi molto chiari, all’insegna dell’orchestrazione classica, con violini e voci femminili d’ordinanza, e della varietà dinamica propria di quei suoni dal freddo nord che siamo ormai abituati a (o stanchi di) sentire. Poco importa se magari si eccede nei rimandi melodrammatici in ‘Serenity’ o se si cade nello scontato con l’incedere Black di ‘Die To Reborn’: vi sono cose che oscurano molte delle possibili pecche e la title track potrebbe essere la possibile sintesi di tutto quello che di buono sanno dare i Dark Lunacy al loro pubblico, senza dubbio il pezzo che potrebbe mettere d’accordo tutti quanti, al di là delle inclinazioni attitudinali del caso. Ma le ombre, ahimè, permangono: l’esigenza a voler rimanere appiccicati a sensazioni che ormai non stupiscono più nessuno è l’elemento deterrente che potrebbe alimentare l’indifferenza di molti nei confronti di questo disco e, diciamolo, non rimane altro che prenderne atto. Se si è disposti a sorvolare, del resto, rimane davvero buona musica che, senza far gridare al miracolo, dona le dovute emozioni. Soprattutto, è giusto ribadirlo, a tutti gli affamati di malinconia.

Voto recensore
7
Etichetta: Fuel / Self

Anno: 2003

Tracklist:

Lunacyrcus / Fragile Caress / Through The Non Time / Defaced / Serenity / My Dying Pathway / Fiamm / Lacrima / Die To Reborn / Forget Me Not


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