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Folkstone + Meneguinness : Live Report e foto della data di Milano

Scorribanda sarà!
Ma soprattutto una festa, quella della serata di San Patrizio sul palcoscenico dell’Alcatraz che, tra fiumi di birra e danze irlandesi, ha visto il ritorno dei Folkstone nella città meneghina dopo cinque anni da quello che era e sembrava essere il loro tour d’addionel 2019, fino a quando lo scorso anno non hanno annunciato la reunion in occasione del Metalitalia Fest.


MENEGUINNESS


E per restare in tema alcolico, come aperitivo c’erano i Gens d’Ys a popolare il palco B dell’Alcatraz con le loro danze irlandesi.
Attivi da più di trent’anni i ballerini dell’accademia hanno saputo catturare l’attenzione del pubblico con la loro passione e bravura, tanto che buona parte della gente che che stava già affollando l’Alcatraz si è spostata dal palco principale a quello piccolo per assistere allo spettacolo dei Gens d’Ys. Al termine delle danze, il pubblico ha giusto il tempo di ricomporre le file e riprendere le posizioni iniziali, che sul palco principale salgono i brianzoli Meneguinness con il loro carico di folklore tratto dalla musica tradizionale irlandese.
Lo stage si trasforma in un Irish Party, durante il quale la band ha suonato varie canzoni tipiche irlandesi, fra cui la famosa “Whiskey In The Jar”.
Fra le altre canzoni in scaletta troviamo “Irish Caravan”“O’connor Gun” e “Night of the Banshee”, con violino e fisarmonica che si sposano alla perfezione con il sound rock dato dalla chitarra e la batteria.

FOLKSTONE

Complice anche la domenica sera, l’affluenza del pubblico è stata ben scaglionata, e il club di Via Valtellina si è riempito pian piano, ma nel momento in cui i Folkstone sono saliti sul palco, il colpo d’occhio che si aveva guardando la sala era notevole: se non è stato un sold out ci si è andati sicuramente molto vicini, con una nutrita rappresentanza di pubblico proveniente, manco a dirlo, da Bergamo.

I Folkstone non hanno certo bisogno di presentazioni, sappiamo quello che sanno fare e sappiamo cosa aspettarci dai loro concerti. Ovunque si presentino, il pubblico resta impressionato e non solo chi li vede per la prima volta, regalando sempre momenti che restano indelebili, e sapere che stanno preparando nuova musica (come ha detto Lorenzo durante il concerto), è una grande notizia.

Come la band ci ha già abituati in passato, anche in questa occasione la setlist è stata corposa, infatti comprendeva ventisei canzoni, per più di due ore di concerto, che sono trascorse velocemente, e quando succede questo vuol dire che lo spettacolo è stato di altissimo livello.
Cornamusa a festa, i Folkstone hanno proposto diversi brani storici, ma anche alcune novità come “La fabbrica dei perdenti” che è stata eseguita per la prima volta dal vivo. Non c’è stato nessun punto debole, il pubblico conosceva tutte le canzoni e le ha cantate dalla prima all’ultima, con un pogo moderato, e svariati crowd surfing. 
Oltre l’abisso” e “Il Confine” sono i gli album che hanno portato più brani in dote al concerto, con tredici canzoni in totale fra cui spiccano Luna”, “Nebbie”, “In caduta libera”, “Nella mia fossa”, “Omnia Fert Aetas” e “Prua contro il nulla”, che viene eseguita durante i bis.

Dall’album “Folkstone” come un vulcano in eruzione continua, troviamo Briganti di montagna”, “Rocce nere” e quasi in chiusura di concerto, la magnifica “Folkstone”. 
Nel corso del concerto Lorenzo è sceso dal palco per arrampicarsi sulla transenna e cantare insieme al pubblico, che non ha mancato di far sentire il suo calore; è bellissimo vedere scene come queste, in cui la band sul palco e i fan sembrano diventare una cosa unica.

Con l’iconica “Anime dannate” si raggiungo livelli abissali, “Macerie” è il primo brano dell’encore, chiuso dalla storica “Con passo pesante”, durante la quale il pubblico si trasforma in una macchina da guerra, pur sapendo che il concerto è giunto al termine.
Durante il concerto Lorenzo ha ringraziato gli addetti ai lavori, noi fotografi e soprattutto i ragazzi della sicurezza, che a un certo punto hanno iniziato a distribuire bottigliette d’acqua ai ragazzi delle prime file del pubblico, perché nonostante fosse il diciassette marzo, all’interno dell’Alcatraz faceva davvero caldo, specialmente per chi aveva conquistato la transenna già dall’apertura dei cancelli, e che a fine concerto hanno potuto salutare Lorenzo e Steve che sono scesi dal palco.

In serate come queste, si è davvero felici, e si ha la consapevolezza di aver partecipato ad un grande concerto, in questo caso, ad una scorribanda!

Setlist:
Nella mia fossa
Diario di un ultimo
Nebbie
Fuori sincronia
I miei giorni
Frammenti
Non sarò mai
In caduta libera
Scintilla
Le voci della sera
Briganti di montagna
Anomalus
Anime dannate
Elicriso (C’era un pazzo)
Mercanti anonimi
Luna
Il confine
Frerì
Un’altra volta ancora
Rocce nere
Encore:
Macerie
La fabbrica dei perdenti
Omnia Fert Aetas
Prua contro il nulla
Folkstone
Con passo pesante

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