Metallus.it

Foghat – Recensione: Sonic Mojo

I Foghat sono una delle formazioni inglesi più adrenaliniche degli anni ’70, il loro hard boogie ad altissimo voltaggio ha rappresentato, nei suoi momenti migliori, alcune fra le cose più esaltanti uscite all’epoca. Dopo tanti anni la band è ancora in piedi, portata avanti dal batterista originale Roger Earl (i membri originali Dave Peverett e Rod Price sono morti da anni), coadiuvato in questo album dal chitarrista Bryan Bassett (già con Wild Cherry e Molly Hatchet), dal bassista Rodney O’Quinn (ex Pat Travers Band), e dal il nuovo ingresso Scott Holt a voce e chitarra, tutti americani, visto che la band, già al tempo, era stata adottata dagli USA, dato che il successo l’aveva avuto soprattutto in quel Paese. L’album precedente, “Under the Influence”, risale al 2016, ed è quindi un piacere ritrovarli in questo nuovissimo “Sonic Mojo”. Il lavoro, oltre a contenere numerose riletture di classici del blues e del rock’n’roll, vede alcuni brani scritti dall’indimenticato Kim Simmond (scomparso l’anno scorso), leader dei Savoy Brown, in origine la band madre dei Foghat. La batteria di Earl introduce il riff secco di “She’s A Little Bit Of Everything”, dalle sonorità alla ZZ Top, seguita da una “I Don’t Appreciate You” che, con la sua andatura fra southern e r’n’r quasi punkeggiante, ricorda certe cose dei Georgia Satellites. Sound più soffuso nella cover di “Mean Woman Blues”, scritta da Claude Demetrius e interpretata nelle sue versioni più famose da giganti quali Elvis Presley e Roy Orbison. “Drivin’ On”, uno dei brani scritti da Simmond, scelta come singolo di cui c’è anche un video, è un tirato boogie nel più puro spirito della band, col suo crescendo e il notevole lavoro della chitarra slide di Basset. “Let Me Love You Baby”, scritta da Willie Dixon e resa famosa nelle versioni di Buddy Guy e Steve Ray Vaughan è qui proposta in una versione assolutamente convincente, come d’altronde la sentita versione di “How Many More Years” di Howlin’ Wolf. Altra cover, scritta dall’autore country Rodney Crowell (e fatta fra gli altri da John Denver, Alan Jackson, Waterboys ecc.) è “Song For The Life”, seguita dagli originali “I Wish I’d Been There” (una sorta di omaggio ai Creedence), la ballad dai toni country rock di “Time Slips Away” e il ruvido r’n’r di “Black Days and Blue Night”. Il disco si chiude con la cover ricca di groove del leggendario BB King “She’s Dynamite”, e il classico di Chuck Berry “Promised Land”, rifatto anche da un’infinità di artisti, fra cui Elvis, Grateful Dead, Jucy Lucy, The Band, James Taylor, Meat Loaf, WASP ecc.

Foghat Drivin' On Video - Official #foghat #classicrock #newmusic

Questo “Sonic Mojo” è un disco piacevole, suonato con tutti i crismi del genere, in cui l’eccellente lavoro delle chitarre si sposa a meraviglia con una sezione ritmica che non sbaglia un colpo. Intendiamoci, chi cercasse il furioso sound dei seventies farebbe meglio ad ascoltarsi i classici dell’epoca della band, però si tratta pur sempre di un lavoro di ottimo livello, che porta avanti con la maestria di chi ha una lunga storia alle spalle un nome mitico. Alla fine è molto bello averli nuovamente con noi, con un nuovo bel disco e con, si spera, ancora tanti concerti da fare.

Exit mobile version