Cynic – Recensione: Focus

Cynic: A member of a group of ancient Greek philosophers who taught that virtue constitutes happiness and that self control is the essential part of virtue.

Con questo proclama nel 1993, epoca foriera di sterminate trasformazioni per quanto concerne il panorama musicale e particolarmente per il movimento musicale estremo, si prefigurò l’ascesa di tale tetra-entità praticamente astratta che, conosciuta distintamente per collaborazioni estemporanee e labili echi d’oltreoceano (celeberrime furono le partecipazioni di Masvidal e Reinert in ‘Human’ dei Death, ancora di Masvidal con i Master e il ‘cammeo’ di Gobel con i Monstrosity ) , riuscì nell’intento di far fremere completamente sensi e intelletto di una schiera venerante di adepti che tuttora considerano quest’opera, a ragione, un’icona, un simulacro, un vero e proprio oggetto di culto.

‘Focus’ è il prototipo della perfezione in musica, sia per le armonie che per gli arrangiamenti, sia per i tecnicismi che straripano in ogni direzione che per l’immanente carica di feeling e passione che si sprigiona con virulenza dalle otto ineguagliabili gemme di imbarazzante bellezza che lo contraddistinguono.

La band di Miami ritaglia la parte ultratecnica del death e la imbastisce con la fusion jazzata dei vari Chick Corea e Pat Metheny, il mix unico che si coagula è un insieme di fiammeggianti attacchi impetuosi ornati da pattern ritmici al cardiopalma, partiture chitarristiche marmoree ma pure estremamente armoniose, contrapposti a momenti di quiete dinamica costituiti da parti acustiche, spartiti propriamente jazz e avanguardistici con synth-guitar che cesellano inarrivabili arabesque.

Da rimarcare anche la miglior messa in opera in carriera da parte di Scott Burns e dei Morrissound Recording di Tampa per quanto concerne missaggio e produzione.

‘Veil Of Maya’ è il manifesto dei Cynic: l’amalgama tra il wall of sound di corde, il break semi-acustico, le voci ‘angeliche’ (ad opera di Paul Masvidal, oggi negli Aeon Spoke) che si compenetrano con quelle più talienti (Tony Teegarden) e pure con delicate voci femminee è diventato un trademark e toglie letteralmente il respiro…

Ogni traccia è fondamentale ed emblematica come la seguente ‘Celestial Voyage’, trafitta da i riff più tecnici e contorti che la storia ricordi o come in ‘The Eagle Nature’ dove, in evidenza, compaiono un refrain raggelante e le linee di fretless bass veramente funamboliche di Shawn Malone (Gordian Knot e molte collaborazioni nel suo carniere). Si arriva alla canzone più intimista del lotto, la semi-tribale ‘Sentiment’ dove in cattedra salgono synth-guitar e tastiere. Gli assoli di Jason Gobel e Paul Masvidal in ‘I’m But A Wave To…’ sono assolutamente imperdibili come del resto la decisa, tellurica accelerazione finale di ‘Uroboric Forms’, la più aggressiva dell’opus.

I nostri non avrebbero potuto lasciarci senza una degna strumentale, così è stato infatti per ‘Textures’: trama e ordito composti da lievi rifiniture improvvisamente disintegrate da secche colate laviche, il drumming di Sean Reinert (anche lui impegnato negli Aeon Spoke) è straripante.

La fine del viaggio è prossima ma i floridiani non potevano concedere commiato migliore se non con la monumentale ‘How Could I’: l’intreccio finale tra le due chitarre fa rabbrividire e, la conseguente estasi dei sensi provocata, conduce quasi alla sofferenza fisica…

Un interrogativo sorge spontaneo: cosa diamine accadde dopo la rivelazione di siffatto masterpiece assoluto? Questioni di management? Dati di vendita non proprio esaltanti?

Etichetta ‘death’ che stava loro assolutamente stretta e scomoda, soprattutto per il concept lirico filosofico creato, loro autentico vessillo? Di questo non sappiamo alcunché, sappiamo solo che la meteora Cynic si dissolse donandoci ‘Focus’ come lascito e, probabilmente, i trentasei minuti di musica ‘rock’ più intensi mai realizzati…

Etichetta: Roadrunner Records

Anno: 1993

Tracklist:

01 Veil Of Maya

02 Celestial Voyage

03 The Eagle Nature

04 Sentiment

05 I'm But A Wave To

06 Uroboric Forms

07 Textures

08 How Could I...


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