Floor Jansen – Recensione: Paragon

Che Floor Jansen possa cantare qualsiasi cosa era già risaputo, basti pensare alla cover di “Let It Go” che aveva pubblicato due anni fa sul suo canale Youtube, ottenendo molti riscontri positivi. Di recente Floor ha subito molti cambiamenti importanti nella sua vita privata, tra cui la sconfitta di un tumore e l’annuncio di una nuova gravidanza, tutto questo mentre pubblicava il primo album da solista dal titolo “Paragon”.

Ed è proprio l’ultimo singolo a dare il nome al disco. “My Paragon” è una canzone di empowerment, che vuole essere un invito a riflettere sulla nostra vita e ad apprezzare quello che abbiamo. Certo, Floor ci dice anche che ci sarà sempre qualcosa in più da ottenere, un modo migliore di fare le cose ed un miglioramento da apportare a noi stessi, ma è importante anche concentrarsi sul qui e ora e fermarsi un attimo a pensare sul momento presente. Nel videoclip che accompagna il singolo vediamo due versioni di Floor, una bambina e un’adolescente, che simboleggiano l’importanza di accettare le versioni più giovani di noi, per poter riflettere meglio su quello che siamo diventati nella vita adulta. Siamo molto lontani dal symphonic metal dei Nightwish, qui il sound è molto più leggero e commerciale e a fare da padrona è la calda e potente voce di Floor, nonché il suo allegro sorriso nel videoclip. In generale, quindi, “Paragon” è una raccolta di canzoni che trattano la tematica dell’empowerment, come anche “Storm” e “Fire”. “Storm” è stata originariamente scritta da un’altra artista, ma Floor ha sentito una forte connessione con il testo e quindi ha deciso di non modificare nessuna parola. Il messaggio che vuole trasmettere questo brano è l’importanza di accettarsi così come siamo e trarre forza proprio dal nostro caos interiore. Invece, “Fire”, pubblicata come singolo più di un anno fa, rispecchia tutta la rabbia e la frustrazione vissuta nel periodo del lockdown, tematica che viene affrontata anche in “Daydream”, una power ballad malinconica con influenze rock.

Dunque, abbiamo capito che non si tratta di un album superficiale, ma anzi di una storia molto personale, che riguarda la vita privata di Floor, come ad esempio “Invincible”, che, nonostante abbia un sound quasi “disneyano”, parla in realtà di disturbo da stress post traumatico (abbreviato in inglese con PTSD), che può colpire qualsiasi fascia di età, sia donne che uomini. Il lyrics video, che inizia in bianco e nero, esplode poi nel finale con colori vivaci, proprio mentre Floor dice: “Più forte ora. Più forte che mai. Rotto ma bello. Tutto questo tempo. Sei invincibile”. Originariamente scritta per gli Invictus Games in onore dei veterani, questa canzone è molto personale per Floor, perché lei stessa ha assistito agli effetti del disturbo da stress post-traumatico nella sua cerchia ristretta. Quindi, “Invicible” è un potente inno di resilienza dedicato a coloro che stanno lottando con questa condizione, a chi sta affrontando un momento difficile e deve ritrovare la forza per ricominciare. “Anche nei momenti più bui, c’è sempre la possibilità di uscirne più forti. Non sei solo.” E questo si collega in un certo senso alla successiva “Hope”, una ballad molto delicata, senza troppe pretese, come una dolce ninna nanna malinconica, che dice “Verrà un giorno migliore a darci speranza, se saremo coraggiosi”.

Tornando a parlare di Nightwish, “Come Full Circle” è forse l’unico brano che si avvicina come stile agli ultimi album della band metal e per questo motivo è anche una delle più interessanti del lotto, mentre “Me Without You” mette in risalto il perfetto controllo vocale di Floor, nonché la sua innegabile versatilità. Questo perché “Paragon” è, nel complesso, molto lontano dalla musica dei Nightwish e ci permette quindi di apprezzare ulteriori sfumature del suo talento, basti ascoltare anche “The Calm” e “Armoured Wings” per rendersi conto di come Floor sia in grado di abbracciare ogni genere musicale e di renderlo proprio con enorme naturalezza.

In questo album non c’è un unico genere e non ci sono etichette, sentiamo una Floor Jansen completamente libera di esprimersi pur mantenendo la sua solida personalità. “Paragon” mette in mostra l’impressionante gamma vocale di Floor su una variegata raccolta di brani intrisi di pop e ballad, con qualche richiamo alla sua carriera metal e con un tocco cinematografico grazie alla presenza dell’orchestra. Nonostante una durata più breve e una struttura più limitata, Floor ha cercato di mettere tutta sé stessa in questi brani e non ha mai nascosto i suoi problemi e i momenti di difficoltà sui social media. Al contrario, spera che, parlandone apertamente in “Paragon”, possa essere di ispirazione per tutti noi, per spronarci ad essere grati di quello che abbiamo e a continuare ad inseguire i nostri sogni perché prima o poi si avvereranno.

 

 

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