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Flogging Molly – Recensione: Life Is Good

In attività discografica dal 2000, i Flogging Molly hanno sempre portato la loro proposta fatta di melodie celtiche e irruenza sui palchi di tutto il mondo, arrivando con “Speed Of Darkness” del 2011 all’ultima prova in studio precedente l’attuale “Life Is Good”, qui in esame: se da una parte la foga del combo capitanato da Dave King rende al massimo nella dimensione live, con la formazione coinvolta nel suonare strumenti tradizionali in preda a furore che acchiappa l’audience, nelle ultime prove su supporto musicale si è notata una tendenza a tirare il freno a mano ed a spostarsi sempre di più verso un folk celtico tout-court.

“Life Is Good” non è l’eccezione è conferma ulteriormente la tendenza a un cantautorato con solide radici nelle tipiche melodie dell’isola di smeraldo, attraverso dodici pezzi che lasciano ben poco spazio a svisate elettriche capaci di catalizzare l’attenzione degli ascoltatori avvezzi a suoni ruvidi: l’apertura affidata a “There’s Nothing Left Pt. 1”, dalla suggestiva intro acustica, ci può stare, ma già la seguente “The Hand Of John L. Sullivan” fa storcere il naso a causa di seconde voci un po’ troppo rudi per suonare ben inserite nel contesto, risultando forzate e macchiando una canzone con un ritornello coinvolgente ma nulla più. Il songwriting procede su binari sicuri, questo è vero, ma mancano i brani in grado di coinvolgere una audience che esula da un genere abbastanza ortodosso e che tende a ritornare su sè stesso: bisogna aspettare la title track, con un finale che vede la presenza di trombe e che segue la ben costruita ma senza nerbo “The Days We’ve Yet To Met”, per risvegliarsi un momento e ci si trova già a metà di “Life Is Good”. I brani non spiccano come in passato e anche nella seconda parte del CD solo la guerreggiante “Crushed (Hostile Nations)”, con tanto di cornamuse a dleineare l’arrangiamento insieme a una baldanzosa marcetta nella seconda parte, può sollevare una serie di partiture sì ben fatte e da ascolto senza impegno ma forse non in grado di reggere sulla distanza, come “Hope” che si contraddistingue per i cori ma per il resto nulla aggiunge e nulla toglie.

I Flogging Molly con “Life Is Good” fanno calare giri al motore, portando a consigliare il CD agli amanti delle sonorità celtiche più tranquille: la bolgia sotto palco si è già fatta, ora è tempo di bersi una pinta al tavolo, con calma…

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