Kna’an – Recensione: First Impressions

È un album molto ambizioso questo “First Impressions”, primo full lenght degli israeliani Kna’an. Con i conterranei Orphaned Land, pur proponendo di fatto un tipo di musica piuttosto differente, condividono una sotterranea ispirazione e un pathos assolutamente caratterizzanti e sorprendenti. “First Impressions” è un concept composto da 11 canzoni per una durata totale di quasi un’ora e tratta degli episodi biblici narrati nella “Torah” (la prima raccolta di libri dell'”Antico Testamento”): dalla “Genesi” all’ingresso del popolo ebraico nella Terra Santa. Insomma argomenti da far tremare le vene e i polsi. E funzionano, anzi, forse contribuiscono a costituire proprio quell’ispirazione tanto autentica e viscerale da esser così manifestamente percepibile durante l’ascolto dell’album. I Kna’an si propongono quali una “innovative melodic death metal band”: più che di innovazione io però tratterei di commistione, dal momento che i nostri amalgamano spesso diversi generi musicali: death metal, ma anche qualche sprazzo black, molto heavy metal classico (io ci sento i Maiden) con momenti decisamente epicheggianti e ancora talvolta l’influsso della musica tradizionale israeliana, ma sempre in maniera molto naturale, melodica, genuina e quindi efficace. I musicisti della band sono molto preparati, e anche i cantatati growl sono efficaci, ma a distinguerli, ribadisco, non è la perizia tecnica, ma la autentica ispirazione che permea l’album. Unico neo: le parti di clean vocals spesso sono decisamente sotto il livello generale, e l’uomo nudo con asciugamano rappresentato sulla cover – che aldilà di questo è invece decisamente accattivate ed evocativa – non è propriamente azzeccatissima e suggerisce l’impressione di un album di una band di dilettanti, che certo i Kna’an non sono. “First Impressions” è un’autoproduzione: vien da chiedersi cosa sarebbero in grado di combinare i Kna’an se prodotti da una Major. Chissà che un manager di qualche Major non se lo chiedesse davvero, producendo una band tanto motivata e ispirata, una volta tanto evitando di rincorrere l’ennesima band di cloni per seguire la moda musicale del momento. Ma certo questo significherebbe interessarsi di arte e musica piuttosto che di denaro e, rimanendo in ambito biblico, seppur neotestamentario, “è più facile a un cammello passare per la cruna d’un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio” (Mt 19, 24).

Kna’an è anche l’antico nome della terra di Israele.

Voto recensore
7
Etichetta: Autoproduzione

Anno: 2009

Tracklist: 01. Va'Yehi (Let There Be) [Instrumental]
02. Genesis
03. The End Of Purity
04. Scarred Forever
05. One Single Speech
06. Sulfur Salvation
07. Binding Testament
08. The 12th Star
09. Slavery
10. Goldblind
11. Walk To The Mountain

Sito Web: http://www.myspace.com/knaan

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