Finntroll: Live Report e Foto della data di Milano

Altra serata all’insegna del Folk Viking Metal finnico in tutte le sue sfaccettature quella che si è tenuta venerdì 19 aprile, in cui tre ottime band si sono alternate sul piccolo parco del Legend Club di Milano, in occasione del “Vredesvävd Tour 2024” dei Finntroll. Anche se l’affluenza di pubblico è stata positiva, stranamente questa sera il club di via Enrico Fermi non fa registrare il tutto esaurito, soprattutto durante le esibizioni delle prime due band. Un peccato perchè, come vedremo, sia i Suotana che i Metsatoll sono stati autori di una prestazione maiuscola, con la band estone in particolare sugli scudi, mentre le cose non sono andate proprio bene per gli headliner della serata.

SUOTANA

I primi a salire sul palco sono stati i finlandesi Suotana, band che propone un Folk Viking Metal senza molte pretese, ma che ha suscitato un discreto interesse, specialmente durante i refrain delle canzoni proposte. La band di Rovaniemi ha pubblicato tre album, ma la scaletta di stasera ha visto quasi per intero promuovere l’ultimo lavoro “Ounas I”, uscito nel 2023. La setlist comprendeva appena cinque pezzi, ed è stata abbastanza valida e accattivante, con alcuni brani sicuramente di un buon livello, quali The Ancient” e “Into the Ice”, ma la canzone che più di tutti ha contributo a scaldare per bene il pubblico è stata la lunga e articolata  “River Ounas”.

Setlist:

Lake Ounas (Intro)

Through the Mammoth Valley

The Ancient

Into the Ice

Embrace

River Ounas

MESATOLL

I secondi a esibirsi sono i Metsatoll, band proveniente dall’Estonia, che personalmente non avevo mai visto all’opera, e devo dire che è stata una piacevole scoperta, ma soprattutto una bella sorpresa. La formazione che è salita sul palco è davvero valida, composta da quattro musicisti di assoluto spessore, fra i quali spicca il polistrumentista Lauri “Varulven” Õunapuu, che durante il corso della lunga scaletta ha utilizzato oltre la classica chitarra elettrica, diversi strumenti a fiato come flauti e torupill ovvero una cornamusa estone, ma soprattutto altri strumenti della tradizione come kannel, uno strumento a corde da suonare a due mani. Ovviamente questa varietà di suoni conferiva alla struttura musicale delle canzoni qualcosa di particolare che va bene oltre il folk Metal. Un altro elemento di rilievo sono le parti vocali di Markus  Teeäär e Lauri Õunapuu, che si alternavano alla perfezione  duettando anche in musica liturgica runica, basata su versi di poche sillabe, tipici delle canzoni popolari di quelle lande. La setlist dei Metsatoll comprendeva ben tredici canzoni, per un tortale di un’ora, che è passata velocemente, durante la quale il pubblico del Legend Club è rimasto ammaliato dalla bravura musicale/stilistica della band di Tallinn e dei suoi musicisti.

Setlist:

Toona

Katk Kutsariks

Küü

Kivine maa

See on see maa

Vimm

Saaremaa vägimees

Tõrrede kõhtudes

Kurjajuur

Ebavere

Ballaad Punastest Paeltest

Metsaviha 2

Külmking

FINNTROLL

Siamo così giunti agli headliner della serata, tocca ai Finntroll, salire sul palco del Legend  e purtroppo sin dalla prima canzone si capisce che c’è qualcosa che non va, in quanto la voce di Mathias Lillmåns è praticamente inesistente. Dopo un primissimo periodo di smarrimento, cercando di capire quale fosse la causa di questo problema, credevo che dipendesse dal fatto che ero in posizione troppo avanzata, ma parlando con altra gente che era nelle retroviem, tutti hanno confermato il fatto che la voce  non si è sentita per tutto il concerto. Onestamente non so quale possa essere stata la causa di questo inconveniente; credo che, se fosse stato un problema tecnico, nel corso della serata sarebbe stato risolto; si potrebbe azzardare l’ipotesi che, essendo quella di Milano la ventesima tappa del tour, magari Mathias non fosse nelle migliori condizioni e si è quindi deciso di tenere il microfono più basso del dovuto. Questa, ovviamente, è una mia supposizione, resta il fatto che vedere una band come i Finntroll, praticamente come se stesse tenendo un concerto strumentale, lascia un pò di amaro in bocca. Tuttavia il pubblico ha risposto in maniera positiva, scatenando anche un pogo deciso nel corso della setlist, che conava quattordici brani, fra cui i pezzi storici tratti da album quali “Nattfödd” e “Blodsvept”, ma anche il più recente “Vredesvävd”.
Si parte quindi con Människopesten, e nel corso della scaletta verranno coinvolti quasi tutti gli album dei Finntroll, passano per “Slaget Vid blodsälv”, tratta da uno dei lavori più belli della band, ovvero “Jaktens Tid”, dell’ormai lontano 2001. Nonostante il problema della voce di cui accennato sopra, il pubblico ha partecipato con intensità per tutta la durata dello show, facendo partire anche cori per la band finlandese, ma purtroppo anche i soliti cori beceri tipicamente italiani  compreso anche uno “nuovo” in perfetto stile da stadio. Si prosegue con altri brani storici come “Nedgång”, alternati ai più recenti “Att Döda Med En Sten” e “Forsen”, per poi giungere alla iconica “Trollhammaren”, durante la quale il pogo era ormai fuori controllo, mentre la scaletta volge al termine e si chiude con “Under Bergets Rot” e “Midvinterdraken”.

Pur non essendo stata una data da tutto esaurito, come capita spesso al Legend Club, i disagi non sono mancati. A un certo punto, nonostante i ventilatori accesi, il caldo si è fatto sentire,  se poi consideriamo che c’è il rischio che si debba vedere, o meglio solo sentire, il concerto stando nel piccolo corridoio di fianco al mixer, ci si rende conto che a Milano manca ormai da troppo tempo una location che possa ospitare eventi medio/piccoli nelle giuste condizioni, anche per rispetto di chi viene da lontano oltre che per aver pagato un biglietto di ingresso. E ci si rende conto, anche parlando con tanta gente della vecchia guardia, che mancano tanto i tempi del glorioso Rolling Stone; possiamo fare comunque un plauso ai gestori del Legend Club, che con passione e determinazione riescono a portare a Milano diversi nomi che probabilmente oggi come oggi salterebbero senza pensarci troppo, la tappa meneghina.  

Setlist:

Människopesten

Solsagan

Ylaren

Nedgång

Blodsvept

Att Döda Med En Sten

Slaget vid blodsälv

Forsen

Trollhammaren

Nattfödd

Ormfolk

Skogsdotter

Under bergets Rot

Midvinterdraken

Fabio De Carlo

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Nato qualche anno fa, in pieno autunno, si avvicina al Rock dall’infanzia, quando tra le mani e le orecchie le capitano Europe e Bon Jovi, ma è con gli Iron Maiden prima e Helloween poi, che arriva la svolta al Metal. 
La musica ha sempre messo le cose un po’ più in ordine, il mio sogno era stare sopra un palco, non ci sono mai salito, ma ho iniziato presto coi concerti, Monsters of Rock 88. 
La passione per la fotografia arriva più tardi, nei primi anni 2000. "...no more wasted years, no more wasted tears life’s too short to cry, long enough to try." [Kai Hansen - Helloween]

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