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Find Me – Recensione: Angels In Blue

Arriva al terzo album la collaudata macchina da AOR chiamata Find Me. La coppia Flores/Lablanc, promossa ormai qualche anno fa da Frontiers continua a macinare melodic rock di qualità e classe indubitabile. D’altronde quando si tratta di melodie zuccherose abilmente accostate a tastiere raffinate e chitarre dal taglio rock (qui ancora a carico del bravo Philip Lindstrand) pochi possono vantare risultati migliori di quelli ascoltabili in canzoni come “Straight Of Eternity” o “Chain Of Love”. Così come una voce eccezionale come quella del citato Robert Lablanc non la si trova certo sotto un cavolo in giardino. La sua perfetta adattabilità al genere emerge sia quando il taglio dei brani si fa più rock e aperto, come nella ispirata “No Tears In Paradise” o nella title track, sia nelle parti più melodiche, come la ballata “One Last Kiss” o nella vellutata ed emozionale “Waiting For A Lifetime”.

Una carrellata che potrebbe continuare per ogni singolo brano, visto che il manuale viene seguito in modo pressoché inappuntabile, qualcuno direbbe pure troppo. Insomma, da un punto di vista strettamente formale il lavoro qui presentato ha tutti i canoni che ci si può attendere da chi nel genere ci sguazza e in casa tiene il santino di band come Survivor, Journey, etc… Come ormai spesso accade però è anche giusto rilevare che un album come “Angels In Blue” si sceglie un target assolutamente di nicchia e a quello standard resta fedele nota dopo nota.

Un limite? Un pregio? Non esiste una risposta giusta. Semplicemente è questo un aspetto ormai consolidato del modo con cui si fa, si ascolta e, anche, si vende musica in un mondo globale in cui le richieste del pubblico sono talmente diversificate da vanificare ogni tentativo di interpretazione. Se c’è la qualità, ed in questo caso mi pare indiscutibile che ci sia, prendere o lasciare è esclusivamente una scelta personale.

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