Dopo un EP, intitolato “12.21.12”, giungono al primo album gli italiani Filth In My Garage che hanno da poco pubblicato “Songs From The Lowest Floor” tramite Argonauta Records. Questa prima prova sulla lunga distanza è un mosaico decisamente complesso che unisce sonorità Metal a un gusto e un approccio alla forma canzone tipicamente Post-Hardcore. Il tutto accompagnato da un grande lavoro, accurato e dettagliato, anche in fase di scrittura che rendono questo “Songs From The Lowest Floor” un debut album molto interessante.
I Filth In My Garage partono subito forte e, dopo l’introduzione affidata a una strumentale come “Stampede” dallo sbiadito sapore western, ecco apparire gli elementi caratterizzanti della band: batteria martellante e basso pulsante, riff di chitarra corposi e articolati, la voce del cantante Stefano pronta a spaziare dallo scream al cantato pulito senza mai perdere intensità, espressività e spessore. Questa è “Black And Blue”, questi sono i Filth In My Garage. La forma canzone viene decostruita, sezionata, dilatata e i continui cambi ritmici si susseguono lasciando trapelare stati d’animo contrastanti come la rabbia, la frustrazione, la rassegnazione.
È un lavoro questo “Songs From The Lowest Floor” viscerale, istintivo, emozionale che vi costringerà a fare i conti con i vostri demoni interiori, conducendovi in un viaggio in cui non potrete nascondervi. “Devil’s Shape” continua in questa direzione, un brano di sei minuti che parte forte e poi si lancia in divagazioni chitarristiche sognanti. “Greenwitch” è una strumentale dal mood sinistro costruita intorno un riff di basso azzeccatissimo, mentre la successiva “The Awful Path” si trascina lenta, nella sua fase iniziale, per poi lasciarsi andare nel finale. “Red Door” è la perfetta sublimazione di quanto fin qui scritto, un brano lungo 8 minuti in cui la band spazia tra diverse atmosfere dando prova di tutta la propria perizia tecnica, confidenza con queste genere e, soprattutto, della capacità di costruire canzoni mai banali che, pescando dal ricco bagaglio personale della band, non stancano mai e mantengono sempre alto l’interesse dell’ascoltatore.
Diventa difficile continuare a descrivere piccoli gioielli di Post-Hardcore come l’aggressiva “The Lowest Floor” o la conclusiva “Owl Feather” in continuo bilico tra momenti intimistici e bordate di rabbia. Date una possibilità a questo “Songs From The Lowest Floor”. Senza alcuna ombra di dubbio, questa prova dei Filth In My Garage rappresenta un ulteriore passo in avanti per la band che vede la band maturare ulteriormente e portare avanti un progetto molto interessante, che ha tutte le carte in regola per imporsi nell’attuale mercato discografico. I ragazzi stanno crescendo, e sono davvero bravi.

| Voto recensore 7,5 |
Etichetta: Argonauta Records Anno: 2016 Tracklist: 01. Stampede 02. Black And Blue 03. Devil’s Shape 04. Greenwitch 05.The Awful Path 06. Red Door 07. The Lowest Floor 08. Owl Feather Sito Web: https://filthinmygarage.bandcamp.com/ |
