Wormlust – Recensione: Feral Wisdom

Basta dare uno sguardo alla copertina di “Feral Wisdom” per rendersi conto di come i Wormlust non siano a tutti gli effetti una band di black metal prevedibile o tradizionale. In effetti, come suggeriscono le ipnotiche onde di quella figura antropomorfa e un acceso colore blu, gli islandesi contaminano un black solfureo ma comunque ragionato, con ampie parentesi ambient e tocchi di psichedelia. “Feral Wisdom” è l’opera prima di questa one man band personificata da H.V Lyngdal, mastemind del progetto a cui si affianca il batterista Bjarni Einarsson. Il platter è composto da quattro tracce di lunga durata foriere di un black decisamente arcigno e granitico, fatto di riff scarnificanti e una voce lacerata ma comunque impostato per la maggiore sui tempi medi. Ad esso si alternano dei momenti giocati su melodie molto profonde e sepolcrali, ottenute attraverso i synth e che vanno a costruire delle parentesi a sé stanti all’interno di ogni singolo pezzo. Se è fuori dubbio che il musicista islandesi opti per una formula sonora più coraggiosa della norma, è altrettanto vero che alla lunga “Feral Wisdom” annoia, complice la ripetitività dei brani, assolutamente efficaci se presi singolarmente ma piuttosto prevedibili in una visione d’insieme. Più canzoni e più snellezza avrebbero fatto la differenza per un esordio che mostra comunque degli elementi di interesse ma che per ora non va oltre la sufficienza. Un altro appunto necessario è da vedersi purtroppo nella produzione volutamente underground del prodotto, che di fatto inficia un sound che avremmo preferito più curato. Ripetiamolo, non mancano buone idee, ma possono essere sviluppate meglio.

Voto recensore
6
Etichetta: Demonhood

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Sex Augu, Tólf Stjörnur
02.  Djöflasýra
03.  Á Altari Meistarans
04.  Iður Úti


Sito Web: https://www.facebook.com/wormlust

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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