Fastway – Recensione: Fastway

Uscire da band affermate, anticipare tendenze che si consolideranno da lì a qualche anno, non ottenendo il successo sperato.

Questa può essere in estrema sintesi la storia musicale dei Fastway, band formata nei primi anni ‘80 da due fuoriusciti di lusso da band popolarissime: il chitarrista Fast Eddie Clarke dai Motorhead e il bassista Pete Way dagli UFO. Insoddisfatti dalla direzione musicale delle band madri i due decidono di formare un gruppo denominato con la fusione dei loro nomi. Poco dopo Pete Way lascia il progetto, che verrà così condotto da Clarke. Reclutati il giovane cantante irlandese David King e dopo alcuni cambi di formazione, un altro veterano, il batterista degli Humble Pie, Jerry Shirley, la band arriva la debutto nel 1983 per la major CBS (al basso, non accreditato, suona Mick Feat) e, con una certa sorpresa dei fans della band di Lemmy, il sound è qualcosa di decisamente diverso: si tratta infatti di un freschissimo hard rock intriso di blues, con un sapore seventies e uno sguardo deciso ai Led Zeppelin, pur con la potenza sonora dei suoi anni.

L’apertura adrenalinica di “Easy Livin”, con un richiamo alla “Rock’n’Roll” del dirigibile più famoso del rock ne è un chiaro esempio, come l’hard blues vitaminizzato di “ Feel Me, Touch Me”, col groove irresistibile di Shirley e i vocalizzi alla Robert Plant di King, anche all’armonica a bocca. Se il riff portante di “ All I Need Is Your Love” potrebbe richiamare qualcosa della band madre di Clarke, lo sviluppo è totalmente hard blues, con quel ritornello che resta stampato in testa. “Another Day” inizia con la chitarra acustica e un cantato soffuso per sfociare in un riff potente e un brano roccioso e la seguente “Heft!” è un mid tempo di grande atmosfera con essenziali ma efficaci parti soliste di Clarke. La successiva “ We Become One” presenta una struttura leggermente più articolata, mentre con “ Give It All You Got” si torna a un rock’n’roll semplice e diretto, come il successivo hard blues di “ Say What You Will”, che consolida la formula della band: brani diretti e immediati, sorretti dallo strepitoso lavoro alla batteria di Shirley, sul quale la voce di King fa meraviglie in linee di impatto immediato e la compattissima chitarra di Clarke si produce in riff e assoli senza troppi fronzoli ma di grande effetto. L’irresistibile refrain di “You Got Me Runnin” ne è un altro esempio, come la conclusiva “Give It Some Action “ (l’intenso blues “Far Far From Home “ sarà una bonus track).

Dopo questo eccellente debutto, che avrà anche un piccolo riscontro commerciale, la band si bisserà l’anno seguente con l’ottimo “All Fired Up”, svolterà in direzione AOR con “On Target” e vedrà ancora un certo riscontro per aver scritto e suonato la colonna sonora di “Trick or Treat” (in Italia tradotto con “Morte a 33 giri). L’abbandono di Dave King (formerà gli effimeri ma ottimi Katmandu, un disco omonimo nel 1991 per poi formare con successo i Flogging Molly, folk punk band sulla scia dei Pogues) e una formazione caratterizzata da forte instabilità, con dischi di alterna qualità, scioglimenti e rifondazioni, farà andare avanti i Fastway fino al 2018, anno del decesso di Eddie Clarke.

Pur non avendo avuto il riscontro che, almeno i primi due dischi avrebbero senz’altro meritato, va dato atto che i Fastway hanno anticipato di alcuni anni la tendenza alla riscoperta del buon vecchio hard rock tinto di blues degli anni ‘70, formula che darà ben altre fortune a formazioni quali Tesla, Cinderella, Quireboys, Badlands e via dicendo. In qualche modo dei precursori di una tendenza che meritano senz’altro di essere ricordati.

Etichetta: CBS

Anno: 1983

Tracklist: 01 Easy Livin’ 02. Feel Me, Touch Me (Do Anything You Want) 03. All I Need Is Your Love 04. Another Day 05. Heft! 06. We Become One 07. Give It All You Got 08. Say What You Will 09. You Got Me Runnin’ 10 Give It Some Action 11. Far Far From Home (bonus track)
Sito Web: https://www.facebook.com/fastwayband

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