Fallujah – Recensione: Dreamless

Terzo album, stavolta su Nuclear Blast, per i Fallujah, band di San Francisco che con questo “Dreamless”, registrato agli Sharkbite Studios con Zach Ohren (All Shall Perish e Suffocation, per dirne due) come produttore e mixato e masterizzato da Mark Lewis (The Black Dahlia Murder, Cannibal Corpse, fra gli altri) prova a mettere un’ altra bandierina di merito sulla propria bacheca.

Dodici pezzi di death metal progressivo, venato di djent melodico -specie nelle parti chitarristiche- e con qualche inserto elettronico e sinfonico come si può evincere dall’intro “Face Of Death” (che si trasformerà poi in una mini-canzone) e dai due interludi “Fidelio” e “Les Silences”, questi ultimi veri e propri spartiti per marchingegni e voci campionate che spezzano la tempesta controllata scatenata dai Fallujah.

La voce di Alex Hofmann guida l’affiatata coppia di chitarre formata da Scott Carstairs e Brian James mentre alla sezione ritmica si trovano Robert Morey al basso e Andrew Baird alla batteria: la prova di coesione e maturità compositiva del gruppo si sente in pezzi come la varia “The Void Alone” (con un cameo della cantante Tori Letzler), “Abandon”, dove il basso e le sei corde danno vita a un passaggio straordinario in cui si doppiano e si inseguono fra melodie eccellenti, e nella conclusiva “Lacuna”, che si può annoverare di diritto fra i pezzi migliori di questo “Dreamless”.

Un album che all’inizio sembra un po’ piatto ma che cresce con gli ascolti e vive di tanti piccoli particolari che si scoprono man mano come nella notevole “Scar Queen” e nella successiva title-track praticamente tutta strumentale, se si tolgono alcune pennellate di voci eteree: c’è la varietà fornita da pezzi più tirati come la furiosa “Amber Gaze”, che prosegue comunque da tradizione, ormai, con parti chitarristiche melodiche, e “Wind For Wings” dove una voce pulita emerge fra i controtempi di batteria e viene sostituita da gorgheggi femminili mentre la sezione ritmica spara bordate incendiarie.

Una buona prova per i Fallujah, che con “Dreamless” proseguono la cavalcata verso la gloria, capaci di risultare credibili e non cedere più di tanto lo spazio alla monotonia e al già sentito. Come già detto, un disco da ascoltare più volte per essere apprezzato appieno e non essere liquidato come l’ennesimo del genere “con voce arrabbiata e statica mentre sotto fioriscono arabeschi”.

Fallujah - Dreamless

Voto recensore
7,5
Etichetta: Nuclear Blast Entertainment

Anno: 2016

Tracklist: 01. Face Of Death 02. Adrenaline 03. The Void Alone 04. Abandon 05. Scar Queen 06. Dreamless 07. The Prodigal Son 08. Amber Gaze 09. Fidelio 10. Wind For Wings 11. Les Silences 12. Lacuna
Sito Web: https://www.facebook.com/fallujahofficial/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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