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Alan Parsons – Recensione: Eye To Eye Live In Madrid

Registrato il 14 maggio 2004 nella Plaza Mayor di Madrid, questo album ha un valore ancora più importante del solito. Non si tratta infatti dell’ormai abituale disco live che ogni tanto viene pubblicato per placare la sete di novità dei fan di un qualsiasi gruppo, ma bensì una testimonianza della sporadica attività condotta dal vivo dalla Alan Parsons Project nell’arco di una carriera che solca ormai quattro decenni (la band è infatti nata nel 1975). “Eye 2 Eye” viene quindi inquadrato come una delle poche testimonianze ufficiali della forza che un gruppo del genere riesce a sprigionare; questa emozione deriva anche da una produzione che ha mantenuto il carattere del live, e che quindi non sembra sia stata particolarmente rimaneggiata nei suoni.

La lunga carrellata di brani percorre un po’ tutta la carriera artistica di Alan Parsons, partendo dal primo lavoro, datato 1976, da cui viene tratta la funkeggiante “(The System Of) Dr. Tarr and Professor Fether”, per arrivare al 1984 con “Prime Time” (tratto da “Ammonia Avenue”, una riflessione sull’industrializzazione globale) o a brani famosi come l’accoppiata “Sirius / Eye In The Sky”, datati invece 1982. Nonostante i musicisti siano cambiati nel corso degli anni, è rimasta immutata la profondità dei brani. Lo dimostra anche il titolo del disco, a sua volta supportato dall’immagine di copertina che, grazie ad un accurato gioco di riflessi, riproduce una stilizzazione dell’Occhio di Ra, un simbolo egizio di grande valore spirituale che lo stesso Parsons identifica come un’espressione di se stesso. Questo live è quindi una preziosa rarità per chi conosce già il chitarrista britannico, e un’occasione in più per farsi un’idea generale per i novizi. Niente male per uno che ha iniziato la sua carriera con “Abbey Road” e l’ha proseguita con “Dark Side Of The Moon”…

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