Cloven Hoof – Recensione: Eye Of The Sun

Tempo di reunion per gli inglesi Cloven Hoof, storica band nata nel 1979 e da sempre dedita a tematiche occulte e misteriose al pari dei nostri Death SS o dei connazionali Demon.

Dopo diciassette anni di silenzio i quattro di Wolverhampton ritornano con ‘Eye Of The Sun’, un platter che dal punto di vista musicale e lirico riprende il discorso interrotto sul finire degli anni ’80. E’ stupefacente notare come quasi due decenni non abbiano affatto intaccato l’affiatamento e la grinta di questo gruppo, che a differenza di tante altre realtà britanniche non ha mai vissuto sotto la luce dei riflettori, guadagnandosi presto lo status di cult band. ‘Eye Of The Sun’ contiene dieci tracce di sano e incontaminato heavy metal, forse privo di ogni qualsivoglia originalità ma incredibilmente pieno di energia.

La nuova fatica dei Cloven Hoof ci regala le stesse emozioni di un vecchio vinile, tra riff anthemici e graffianti, refrain semplici ma di sicuro effetto ed una sentita prestazione vocale ad opera di Matt Moreton. Si comincia con ‘Inquisitor’, un brano roccioso e di una velocità ai limiti del thrash dove l’axe man Andy Shortland piazza il primo di una lunga serie di assoli che puntano sull’orecchiabilità. E infatti, pur garantendo un sound sempre compatto, i Cloven Hoof non rinunciano mai all’utilizzo della melodia e del refrain vincente. Ne abbiamo un esempio in ‘Cyberworld’, episodio molto catchy con un particolare utilizzo dei cori (immaginate una versione heavy metal dei Beatles…) e ‘Absolute Power’, song più orientata verso un hard rock à la Deep Purple.

Le emozioni raggiungono il loro apice nelle tracce poste in coda. Si parte con ‘Golgotha’, un “cadenzatone” epico spezzato da un break dove le chitarre e la sezione ritmica guadagnano in velocità, la più orecchiabile ‘King For A Day’ e per concludere ‘Angels Of Hell’, quello che si potrebbe definire il brano sperimentale del lotto, in cui il sound dei Cloven Hoof si mischia a parentesi di musica sinfonica e ad accelerazioni dove spuntano dei cammei di growling vocals. Un disco retrò ma sincero e capace di regalare emozioni. L’ascolto è consigliato sia alla vecchia guardia sia a tutte le nuove leve desiderose di conoscere una realtà storica. Bentornati.

Voto recensore
7
Etichetta: Escape / Frontiers

Anno: 2006

Tracklist:

01.Inquisitor
02.Eye Of The Sun
03.Cyberworld
04.Kiss Of Evil
05.Eye Of The Zombie
06.Absolute Power
07.Whore Of Babylon
08.Golgotha
09.King For A Day
10.Angels In Hell


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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