Eluveitie – Recensione: Evocation I – The Arcane Dominion

A poco più di un anno di distanza dal discreto “Slania” e in seguito al successo riscosso la scorsa estate sui palchi europei, gli svizzeri Eluveitie tornano come una delle realtà più attese in ambito folk metal. “Evocation I – The Arcane Dominion” è la prima parte di un concept album (a cui seguirà un secondo capitolo) ed è un disco particolare, interamente acustico.

Tornando alle sonorità del debut “Spirit”, gli svizzeri epurano la loro essenza dal metal propriamente detto, abbracciando quasi esclusivamente la musica popolare. Tra violini, flauti e cornamusa, l’ascolto di “Evocation I” scorre in modo tutto sommato stabile, tra brani evocativi e per la maggiore ben strutturati. Notiamo come la voce del master-mind Christian Glanzmann sia relegata in secondo piano: il suo growl è appena accennato e si inserisce nelle pieghe tessute dalle voci femminili, il canale espressivo utilizzato nella totalità dell’album.

Brani come “Bricton”, “Omnos” e “Ne Regv Na” sono assolutamente ottimi e colpiscono grazie ai ritmi vivaci e di presa, alle voci delicate e sognanti che faranno breccia in forza dell’emozionalità. Nonostante questo, le canzoni mantengono una sensazione di “oscuro”, di mistero e indubbiamente cattureranno chi apprezza questo sound oltre ai fan della band. Gli altri, complice una certa lunghezza e una ripetitività di fondo, non cambieranno idea se già sono rimasti indifferenti all’ascolto di “Spirit” e “Slania”.

Voto recensore
6
Etichetta: Nuclear Blast / Warner

Anno: 2009

Tracklist:

01.Sacrapos – At First Glance
02.Brictom
03.The Arcane Dominion
04.A Girl’sOath
05.Within The Groove
06.The Cauldron Of Renascence
07.Nata
08.Omnos
09.Carnutian Forest
10.Dessumiis Luge
11.Gobanno
12.Voveso In Mori
13.Memento
14.Ne Regv Na
15.Sacrapos – The Disparaging Last Gaze


Sito Web: http://www.myspace.com/eluveitie

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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