Europe – Recensione: Wings Of Tomorrow

Con il loro nuovo corso gli Europe stanno facendo di tutto per farci dimenticare il loro passato, eppure i primi cinque album sono stati per motivi differenti molto importanti per il genere che, partendo dall’hard rock di stampo tradizionale, arrivava a pezzi orecchiabili, talvolta ruffiani, quasi sempre efficaci, trademark questo che è proprio di un po’ tutte le band che arrivano dalla Scandinavia. “Wings Of Tomorrow” è un album che, pur nell’accentuata vena melodica, colpisce e convince anche per potenza e compattezza: il John Norum all’opera qui non è quello disilluso che abbandonerà la band all’apice del suo successo commerciale, Joey Tempest disegna linee meno scontate di quanto farà su “The Final Countdown”, la sezione ritmica composta da John Levén al basso e Tony Reno alla batteria sostiene con convinzione la forza d’urto dell’assalto sonoro.

L’arrembante “Scream Of Anger”, scritta assieme al compianto Marcel Jacob, è l’unico pezzo, assieme alla strumentale “Aphasia” (scritta da Norum) a non essere stato scritto dal solo Tempest, e non a caso questi due episodi rivelano più di altri aspetti della band che passeranno in secondo piano sia con la svolta AOR sia nel ritorno alle radici blues di questi anni. “Open Your Heart” è magica nonostante le asperità, ben diversa dalla versione laccata presente sul pur ottimo “Out Of This World”. Le progressioni della title track e le melodie di “Dreamer” hanno anche loro un che di magico e ancestrale pur con la ruvidità di fondo, la seconda in particolare è ricoperta da una patina di malinconia che ben rappresenta il lato più romantico della band mentre la prima prefigura il pomp rock che caratterizzerà il già citato “Out Of This World” e “Prisoners In Paradise”. La cavalcata “Wasted Time” è discendente diretta della “Seven Doors Hotel” presente sull’omonimo debutto, e mette in risalto il lato più epico degli Europe, quello cioè debitore della NWOBHM.

Wings Of Tomorrow” è, in definitiva, un album che ben fotografa il momento di passaggio della band dall’entusiasmo e dall’energia giovanile a quello più consapevole e maturo (per qualcuno cinico e commerciale) che li porterà alla notorietà su scala mondiale. Un album comunque diverso anche da quelli del nuovo millennio, caratterizzati da una forte impronta blues e con il lampante riferimento ai Thin Lizzy, laddove qui i punti di riferimento erano rappresentanti dai Deep Purple e soprattutto dai Rainbow, di cui la band capitanata da Joey Tempest si proponeva come erede, non senza motivo.

Voto recensore
n.d.
Etichetta: Hot Records

Anno: 1984

Tracklist:

01. Stormwind
02. Scream of Anger
03. Open Your Heart
04. Treated Bad Again
05. Aphasia [instrumental]
06. Wings Of Tomorrow
07. Wasted Time
08. Lyin' Eyes
09. Dreamer
10. Dance the Night Away


Sito Web: http://www.europetheband.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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