Watchmaker – Recensione: Erased From The Memory Of Man

A volte ci si chiede quale sia il confine della propria esperienza. Quanto siamo adatti a giudicare secondo il proprio personale metro la realtà. Ascoltando dischi si finisce per prediligere un genere e a documentarsi più su quello; e inevitabilmente ad essere un po’ meno “esperti” sul resto.

Ammettendo per esempio, di prediligere le cose melodiche, come bisognerebbe giudicare questi Watchmaker?

Un metal estremo di grezzissima fattura, dove urla al limite dell’insensatezza la fanno da padroni per tutta la durata del disco; dove chitarre super impastate non lasciano intendere praticamente nulla; e dove un mastering assolutamente approssimativo non lascia praticamente intendere i suoni della batteria, a volte.

A parte l’evidente limite di registrazione, ci troviamo difronte ad una band estrema nel senso propriamente detto della parola, in territori ove band come Nostradamus0014 e Strapping Youg Lad si avventurano.

I Watchmaker propongono un suono derivato direttamente dal thrash anni ’80, ma distorto dagli stilemi esecutivi dello sludge core. Una potente batteria fa da base a chitare impazzite e voci isteriche al limite dello screaming (per trasformarsi direttamente in urla maniacali).

E qui sta il dubbio: bisognerebbe premiare sulla base del beneficio del dubbio ciò che è incomprensibile per un presunto limite personale oppure sarebbe più opportuno stroncare tanta insensatezza? Dicendola tutta, ‘Erased From The Memory Of Man’ è un prodotto altamente viscerale, ma non certo un disco da ricordare negli annali per profondità di contenuti. I 16 pezzi che lo compongono infatti durano al massimo 2′ 27″ e la media in ogni caso è sul minuto e mezzo, per un running time complessivo di appena 26 minuti. Cosa non succede in quei 90″ per canzone è quasi scontato: pura poesia ermetica. Ma tanto ermetica. Ricoperta da una colata di violenza sonica allo stato puro fine a sé stessa, la maggior parte delle volte.

Però, è anche vero che a questo mondo è bello ciò che piace e quindi lasciamo pure l’ardua sentenza ai posteri. Quello a cui andate incontro in fondo vi è stato descritto…

Etichetta: Earache / Self

Anno: 2006

Tracklist: 01. Dawn Of Indifference / Nuked To Ashes
02. Oncrushing Advance
03. Conquering A Dead Planet
04. Irrevocable Change
05. Scaffold Of Deception
06. Gunpoint Stoicism
07. Bonepile Of False Assumptions
08. Relentless Post Mortem Killing
09. Therapeutic Dirt Nap
10. Mourning Breath
11. Failing Upwards
12. Infidelity's Eyestabbing Unease
13. Swept From All Existence
14. Lice Crawling Humanity
15. Inescapable Melancholy
16. Visiting Plague / Blood Freezing Violence

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