Borknagar: Epici e Coerenti – Intervista

Per prima cosa ti chiedo di descrivere ‘Epic’ ai nostri lettori. Come presenteresti il nuovo album dei Borknagar?

“A mio avviso ‘Epic’ è uno degli album più completi composti dai Borknagar. E’ molto ricco, e in esso confluiscono diverse correnti musicali. Da un lato abbiamo mantenuto viva una forte componente metal, forse ancora più marcata rispetto al passato, dall’altro abbiamo voluto inserire elementi progressive e melodici. Alcuni brani hanno addirittura delle sfumature hard rock.”

Trovi dunque che ‘Epic’ vi abbia offerto molto spazio per le sperimentazioni? Per esempio la canzone ‘The Inner Ocean Hypotesis’ suona molto ‘stravagante’ e disarticolata. Cosa ne pensi?

“Ma sai, noi vogliamo sempre sperimentare o comunque cercare di comporre qualcosa di particolare. Naturalmente niente è voluto a priori, dipende da come viene fuori la canzone durante le varie fasi di lavorazione. Il brano che hai citato ad esempio è ricco di elementi estranei al black metal ma non è stata una cosa decisa a priori. Mentre lo suonavamo ci siamo accorti di come esso avrebbe potuto sembrare più particolare se avessimo utilizzato qualche elemento in più, tutto qua.”

Ho notato anche che le tastiere di Lars spesso e volentieri producono un sound molto seventies, tanto che non ho potuto fare a meno di tracciare un paragone con l’organo Hammond dei Deep Purple…

“Beh, volevamo da tempo abbinare alla nostra musica delle sfumature che facessero parte dell’hard rock storico, e il contributo di Lars è stato fondamentale. Ovviamente tutta la band ha dato il proprio input impostando gli strumenti verso il sound più idoneo a questa o quell’altra canzone, però adoro quel modo di suonare le tastiere…hanno un’impronta dannatamente hard blues!”

Parlando sempre dei musicisti, questa volta Vintersorg utilizza molto le growling vocals, vero?

“Già, sull’album ha usato un’impostazione molto aggressiva, anche se ci sono delle parti di voce pulita che personalmente trovo davvero belle. Non avrebbe avuto molto senso se avesse cantato solo pulito, altrimenti il risultato finale sarebbe stato troppo simile al suo disco solista, che tra l’altro è piuttosto recente. Vintersorg è un cantante molto versatile, te lo assicuro. Il fatto che abbia utilizzato in massima parte la voce ruvida è stata una questione di coerenza verso il sound dei Borknagar!”

Mentre Asgeir Mickelson, data l’uscita di Tyr dalla line-up, si occupa dell’intera sezione ritmica. Non avete avvertito la necessità di cercare un nuovo bassista?

“Assolutamente no. Asgeir è un batterista eccellente ed è anche un ottimo bassista, abbiamo preferito sfruttarlo a dovere, ah,ah,ah! A parte gli scherzi, con un musicista preparato come Asgeir nella tua band non c’è bisogno di nessun altro. Per le date dal vivo ci avvarremo senz’altro di un guest, ma per le registrazioni in studio la line-up a quattro elementi è stata pressoché perfetta.”

Un Asgeir molto indaffarato direi…nel 2003 è stato turnista per i Testament mentre in ‘Epic’ non solo ha partecipato come musicista, ma si è anche occupato della parte grafica dell’album…

“Sì. Non so nei particolari come abbia vissuto il tour insieme ai Testament, ma sono certo che per lui sia stato un onore collaborare con una band tanto importante. Inoltre è vero, il disegno di copertina è opera sua.”

E cosa rappresenta questo misterioso libro? E’ forse il Necronomicon descritto da H.P. Lovecraft?

“Può essere anche quello, dipende dall’interpretazione che vogliamo dargli. Non è un libro in particolare, è solamente un disegno astratto che presenta un’ottima continuità sia con il titolo dell’album che con la musica. Il grande libro comunica un senso di ‘antico’, di ‘arcano’…era l’immagine più adatta a dare concretezza ad un termine come ‘epico’.”

E su questo termine è poi caduta la scelta del titolo, mi sbaglio?

“No…ma vedi, un titolo come ‘Epic’ è semplice e diretto, eppure vale più di mille parole. ‘Epic’ è l’album più…’epico’, scusami questo gioco di parole, composto dai Borknagar. E’ perfetto sia per rendere l’idea della musica che delle liriche.”

A proposito dei testi, mi puoi descrivere il loro contenuto? C’è un tema ricorrente?

“No, ogni brano ha un contenuto lirico a sé stante, l’unica continuità sta nel fatto che ognuno di essi ha a che fare con la natura o con degli scenari fantastici. Il brano ‘Traveller’ invece, espone una nostra personale prospettiva filosofica sul mondo odierno. Sia ben chiaro, nulla a che vedere con la politica o con i fatti di cronaca più recenti. Non siamo mai stati e non saremo mai un band politica.”

Una curiosità: ‘Epic’ è il vostro ultimo album dopo tre anni di silenzio, un periodo piuttosto lungo data la produttività dei Borknagar. E’ successo qualcosa di particolare?

“Nulla di estremamente importante. Ci siamo solo presi un po’ di tempo per rilassarci e lavorare in modo concentrato sul nuovo materiale. Ognuno di noi è stato impegnato sia fuori che dentro la band, come ad esempio Vintersorg, che ha lavorato anche sul disco solista, oppure Asgeir, che come dicevamo prima, è stato turnista per i Testament lo scorso anno. Personalmente mi sono concentrato sulla composizione dei nuovi brani. Nulla di eclatante dunque, solo ordinaria amministrazione nella vita di un musicista.”

Come vi dividete nelle fasi di lavorazione del disco? C’è un compositore principale oppure vi sentite un team affiatato?

“Certamente preferiamo sentirci un team. Io ho dato a disposizione il mio personale studio di registrazione per alcune fasi della lavorazione dell’album; ho composto molto materiale, ma ovviamente nulla sarebbe stato possibile senza il contributo degli altri.”

Per concludere, ti chiedo di lasciare un messaggio ai lettori di Metallus.

“Non perdete il nuovo album! Credo che ai nostri fan italiani ‘Epic’ piacerà molto. E’ un disco eterogeneo e necessità di un ascolto molto attento. Grazie per l’intervista e a presto!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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