Gnostic – Recensione: Engineering The Rule

Nonostante la rassicurante presenza di tre membri provenienti dalla attuale formazione degli Atheist gli Gnostic non convincono come si potrebbe pensare. Trattandosi di un progetto creato dal batterista Steve Flynn è infatti scontato che lo stile proposto sia una death/thrash nervoso dall’alto tasso tecnico ed è altrettanto ovvio che il livello strumentale evidenziato sia da dieci in pagella. Purtroppo, anche a voler forzare la mano più del solito con il numero di ascolti, il prodotto finale lascia parzialmente insoddisfatti. Sarà che il paragone con la band madre è troppo ingombrante per non pesare, sarà anche che di questi tempi di intrecci ritmici a casaccio se ne sentono fin troppi, ma a parte qualche passaggio favoloso, disperso nell’oceano delle mille variazioni, è davvero ben poco quello che resta in testa di "Engineering The Rule". In gran parte tale sensazione la si deve alle vocals insipide del singer Kevin Freeman (un urlato sopra le righe che quando non infastidisce non aggiunge comunque nulla), ma non solo. Troppo spesso i brani suonano come un assemblamento furioso di esercizi tecnici mirabolanti che non trovano una logica espositiva rintracciabile da noi poveri mortali. In questo senso il distacco dai "veri" Atheist è parecchio marcato. Anche lì i brani non si fermavano un momento, ma la fluidità con cui ogni passaggio era la conseguenza di quello che lo precedeva strappava quasi le lacrime ed è ancora in grado di emozionare. E’ indubbio che non si possa parlare di fallimento in senso stretto, considerata l’abilità dei singoli e la virtuosità fuori norma dell’insieme. Ci sentiamo però di essere un po’ più severi proprio con i primi della classe e bacchettarli per lo scarso impegno evidenziato nel dare scioltezza all’insieme. Non c’è ombra di dubbio che visto il valore dei musicisti coinvolti si potesse ( e forse dovesse) fare di più.

Voto recensore
6
Etichetta: Season Of Mist / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist: 01. Visceral
02. Isolate Gravity
03. Sleeping Ground
04. Engineering the Rule
05. Wall of Lies
06. Violently Calm
07. Life Sufferi[B]ng
08. Corrosive
09. Mindlock
10. Splinters of Change
Sito Web: http://www.myspace.com/gnosticmusic

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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