Subliminal Crusher – Recensione: Endvolution

Meritano una segnalazione i Subliminal Crusher, non fosse altro perché riescono a rendere ancora piacevole all’ascolto un genere esageratamente sfruttato come il thrash-death stile The Haunted e affini. Suonano qualcosa di molto prevedibile questi ragazzi, ma la fanno dannatamente bene e con un groove di fondo spostato verso la varietà tipica del thrash di vecchia scuola. Sembra un po’ l’uovo di Colombo, ma per togliere quella patina di muffa sopra a certi riff bastava passare lo straccio e far emergere nuovamente quella freschezza nelle dinamiche che ha fatto la fortuna di migliaia di band nel periodo d’oro del thrash. Questo hanno fatto con estrema semplicità i Subliminal Crusher, ovviamente senza rinunciare a quella iniezione di aggressività e “heaviness” che accosta il gusto generale alla scena attuale.

Ogni brano riesce a passare l’esame con almeno la sufficienza e di veri punti deboli non se ne trovano in “Endvolution”, con un riffing sempre azzeccato e una base ritmica costantemente in movimento. Qualche critica ci pare possibile solo alle vocals di Steph che pur cercando lodevolmente la varietà e la particolarità sembra troppo spesso vicino al limite di sforzo evidenziando una sostanziale mancanza di mordente. Non sarebbe stato male secondo noi fare il passo successivo ed utilizzare vocals più pulite sfruttando con più margine le possibilità armoniche scaturite.

Non si tratta di un lavoro rivoluzionario, ma se vi aspettate 40 minuti di thrash-death suonato in modo professionale e sufficientemente coinvolgente non avete che da bussare alla porta dei Subliminal Crusher. Una band che ha davvero poco da invidiare ai più blasonati colleghi stranieri.

Voto recensore
7
Etichetta: Punishment 18 / Andromeda

Anno: 2008

Tracklist: 01. Preface
02. Just All I Want
03. Bored
04. Later
05. The Visionaire Pt.1: Desert Chains/Liberation
06. The Promise
07. Life Arises
08. Wellness Perfection
09. Endvolution
10. The Visionaire Pt.2: The Darkest Vision
Sito Web: http://www.myspace.com/subcrush

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi