Sham Rain – Recensione: Empty World Excursion

Sham Rain è una nuova (l’ennesima?) band finlandese che si cimenta con sonorità sognanti e malinconiche. Visto l’incredibile proliferare di prodotti di maniera in questo genere, sarebbe facile partire prevenuti nei loro confronti; e invece…

Già l’attacco di ‘Statues’ è da colpo al cuore: niente chitarre sleazy e superprodotte, niente voce strappalacrime, solo il soffuso suono di una tastiera ad aprire la strada verso un mondo ovattato, delicato, etereo. Si sente, in lontananza, l’eco degli Anathema del periodo ‘The Silent Enigma’, scevro però delle componenti più puramente metal.

Perché, sì, ‘Empty World Excursion’ non è un disco metal. Sporadicamente compaiono, è vero, chitarre elettriche, ma vengono sempre relegate ad un ruolo di contorno. A farla da padrone sono soprattutto le tastiere e i synth, oltre alla voce di Mika (Entwine), dolce e rassegnata, a dipingere storie di un universo dove non pare abitare speranza né rabbia. Non mancano melodie in grado di restare impresse nella memoria al primo ascolto, tanto che il risultato finale suona come una sorta di ibrido tra gli ultimi Anathema e le melodie ottantiane dei Katatonia periodo ‘Tonight’s Decision’.

Non si riescono a trovare reali difetti in questo lavoro, capace di far breccia delicatamente nell’animo di chi ascolta e lì albergare, nutrendosi di tristezza ed emozioni tanto sottili e delicate quanto durature.

Voto recensore
7
Etichetta: Watch Me Fall/Masterpiece

Anno: 2003

Tracklist: 01. Statues
02. Fail
03. Pieces
04. Drifter
05. Withdraw
06. Sound Asleep
07. Into Distance
08. Funeral
09. Dispensable

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