Psychocean – Recensione: Embryonal Confinement

Ci è capitato quasi per caso tra le mani l’EP degli italianissimi Psychocean che pur essendo un prodotto dell’anno passato va segnalato per l’estrema cura e professionalità con cui è stato ideato e prodotto, nonché ovviamente per la qualità della proposta contenutavi.

“Embryonal Confinement” riesce a far trascorrere all’ascoltatore una mezz’ora davvero gradevole in compagnia di un heavy rock nervoso con pochi termini di paragone…e già questa è di per sé una caratteristica che depone a favore di questi giovani ragazzi siciliani; invero alcune linee guida sono ben presenti segnatamente negli incatalogabili Tool (le bellissime “Overtones” e “Embryonal Confinement”) ed in certo metal alternativo dei primi anni ’90 proposto da gruppi, italiani e d’oltreoceano, purtroppo oggi passati nel dimenticatoio come Mind Funk e Brokenglazz. Come accennato l’output dei nostri è pressoché inappuntabile sia stilisticamente che tecnicamente con il riffing di Michele Cigna sempre in notevole evidenza ed il drumming di Antonio Calandra variegato quel che basta; l’unico appunto si potrebbe portare su alcuni passaggi vocali di Marco Giarratana (che si rivela peraltro un ottimo ed originale vocalist) che mancano a volte (“Magmatism”) di profondità e della cattiveria (presenti invece nel finale della title-track) necessarie alla proposta dei nostri. Non dimentichiamoci comunque che trattasi di EP…quindi, promuovendoli già alla grande, rimaniamo in attesa di nuovo materiale.

Voto recensore
7
Etichetta: The Pool Editions

Anno: 2007

Tracklist: 01. Overtones
02. Magmatism
03. Birds Fly Deep Underneath The Water Expanse
04. Embryonal Confinement

Sito Web: http://www.myspace.com/psychocean

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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