Elvenking: Live report della data di Bologna

L’Alchemica Club di Bologna ultimamente sta dedicando una serie di appuntamenti dal vivo di un certo spessore e nemmeno in questo 25 aprile si è tirato indietro offrendo un concerto veramente ottimo per gli amanti del folk metal e della musica dal vivo. Seppur i friuliani Elvenking avessero già avuto modo di suonare a Bologna nel corso negli anni passati in più di un’occasione, era pressoché impossibile non presenziare anche a questa nuova data che è riuscita a raccogliere un discreto numero di spettatori.

Tocca agli After God aprire le danze della serata. Il sestetto riminese propone un efficace mix di un gothic metal con sonorità folk che spesso si alterna al cantato growl della seconda voce, Michele Giovannetti. Nonostante la band sia attiva musicalmente dal 2008 e si sia fatta conoscere in patria a seguito di alcuni concorsi nazionali, risulta essere pressoché sconosciuta ai più e, nel corso del tempo messo a propria disposizione, offre un set principalmente basato sul loro EP, “The Honourable Way”. Sebbene la maggior parte del pubblico accorso in quest’occasione sia presente per la sola presenza in cartellone degli headliner, il combo romagnolo riesce a farsi notare e a distinguersi per la propria determinazione e per una proposta musicale che sembra essere particolarmente apprezzata dagli astanti. Il sestetto, inoltre, si mette in gioco e spessa cerca il contatto con il pubblico e, in particolar modo, la cantante operistica Gaia Dondi e il bassista Marzio Morganti si distinguono per il coinvolgimento, ricambiato solo dalle prime file purtroppo: proprio a questi ultimi va un meritato plauso, non solo per aver provato a creare una sinergia con gli spettatori, ma anche per la strabiliante performance offerta on stage. Purtroppo il tempo per questa band scorre in un batter d’occhio, alcuni personaggi tra le prime file dimostrano il proprio disappunto quando la band annuncia la chiusura del set presentando l’ultimo brano in scaletta. Autori di una performance veramente piacevole agli occhi e all’udito, la band si appresta a salutare il pubblico ricordando che a minuti i friuliani Elvenking avrebbero fatto il proprio ingresso e invitandolo a fare due chiacchiere nella zona riservata al merchandise.

Gli Elvenking sono certamente una delle realtà metal musicali più in vista in Italia che, col tempo, è riuscita a costruirsi una solida fanbase anche in Europa. L’atmosfera si fa più cupa e sulle note dell’intro “The Manifesto”, seguita dalla magnifica “King Of Elves” (che nella versione studio vede la straordinaria partecipazione di Mrs Somerville) la band prende possesso del palcoscenico. Da subito la band si dimostra affiatata e piena di energia, in particolare il cantante Davide “Damna” Moras è scatenato ed è alla costante ricerca dell’interazione con il pubblico. La scaletta, come l’occasione richiede, ruota principalmente sull’ultimo fortunatissimo album in studio, “The Pagan Manifesto”, uscito lo scorso anno, ma non vengono disdegnati nemmeno gli ever green della band, ripescati un po’ qua e là. Ottima si dimostra la resa dal vivo dei brani, in particolar modo “Elvenlegions”, pezzo dedicato ai fan del combo friuliano, come sottolineato dallo stesso frontman, e “The Loser”. Nonostante l’affiatamento dei nostri, la reazione del pubblico bolognese rimane sempre tiepida, forse complice la scarsa conoscenza della proposta musicale o semplicemente, il pubblico era attratto più dalla performance che dal contenuto offerto. Non sono ovviamente mancati anche i “coraggiosi”, che incuranti del resto della sala, hanno improvvisato balletti simpatici e si sono uniti ai vari coretti, soprattutto durante il brano “Pagan Revolution”, dove il cantante friuliano più volte ha cercato di stimolare il pubblico. Un ulteriore spazio viene dato anche ai brani dalla forte presa come “Moonbean Stone Circle”, “The Solitaire” e l’inaspettata “The Cabal”, grande assente dalle ultime scalette del combo friulano. La gioia e l’entusiasmo provati ci ricordano ad un certo punto che anche per la band friuliana il tempo scorre troppo velocemente: quando il cantante ci annuncia in un primo momento l’imminente conclusione della serata, il pubblico sembra svegliarsi dal “sonno” improvviso nel quale era precipitato e chiede di avere più brani in scaletta. Arriva quindi il momento del gran finale, composto dalla tripletta “Twilight Magic”, “The Winter Wake” e “Runereader” e i nostri, visibilmente gioiosi e contenti della performance regalata ai bolognesi, salutano entusiasticamente ricordando l’imminente appuntamento dal vivo che vedrà coinvolti i protagonisti della serata nella registrazione del loro primo dvd nella loro città natale, Pordenone e si apprestano a unirsi agli After God nella zona riservata al merchandise. La band, come i colleghi riminesi, non si tira indietro alle più svariate richieste degli spettatori e anzi, si dimostra molto professionale e gentile, concedendo autografi e foto ricordo a ogni singolo presente. L’unica nota dolente è il dover constatare che le eccellenze musicali italiane non sempre vengono apprezzate dal pubblico nostrano che, ahimé, si dimostra numericamente inferiore al valore della band.

Scaletta:

Intro – The Manifesto
King of the Elves
Poison Tears
The Wanderer
Pagan Revolution
Elvenlegions
The Cabal
Moonbeam Stone Circle
Through Wolf’s Eyes
Throws Kind
The Solitaire
The Loser
The Divided Heart
Twilight of Magic
The Winter Wake
Runereader

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. teo

    io c’ero al concerto e concordo pienamente con te che è stata una grande performance. concordo con te anche sul fatto che ai concerti degni di nota, l’affluenza è davvero minima e dopo il concerto la sala è vuota.
    il pubblico dell’Alchemica era si “tiepido” anche se io e altri abbiamo battuto le mani a tempo quando lo chiedeva il cantante e no, ho cantato le canzoni che conoscevo, non tutte purtroppo, gli album sono tanti e non sono gli unici artisti che ascolto…
    per pubblico “tiepido” cosa intendi? statue di sale? per ballettini intendi quella specie di pogo tra 2 persone? io quando vado a un concerto non voglio ammazzarmi o prendere botte, anche perchè a certi concerti si paga una bella cifra. ascolto il concerto, partecipo ai cori inerenti alle canzoni e mi godo lo spettacolo.
    per vari coretti intendi quei 2 geni che cantavano “porco d…” invece di cantare le canzoni? per questo siamo “tiepidi”? dobbiamo cantare bestemmiando per far felici tutti? non mi sembra il caso, preferisco rimanere “tiepido”.

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  2. Mary

    Ehm, non è che voglio proprio stare a questionare, ma evidentemente non abbiamo visto lo stesso concerto degli Elvenking. Infatti l’ultimo pezzo che hanno eseguito è Runereader e non Pagan Purity… Ok, probabilmente è una sciocchezza, ma se mi prendo la briga di leggere un live report mi piacerebbe che le cose vengano riportate per come sono, soprattutto se si ‘accusa’ il pubblico di scarsa partecipazione e di non conoscere i lavori della band in questione.
    L’eccellenza deve essere pretesa dal pubblico, dalle band e anche da chi si trova a fare intermediario fra queste due realtà.

    Just Sayin’. Peace.

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