Elettra Storm – Recensione: Powerlords

Ricordo ancora i termini positivi nei quali ho recensito l’ultimo lavoro dei SinHeresy, realtà friulana autrice di un metal moderno e modernamente leggero, proposto con grande professionalità. Ed è proprio da Davide Sportiello, cofondatore degli autori di “Event Horizon”, che in qualche modo origina anche un nuovo progetto, chiamato questa volta “Elettra Storm” e sempre pubblicato da Scarlet Records. Questa volta però il quintetto è fronteggiato da Crystal Emiliani, cantante cosplayer e fotografa alle prese con un genere meno modern e più radicato nel solco già tracciato da Stratovarius e Rhapsody. Mixato da Simone Mularoni ai Domination Studio di San Marino, “Powerlords” si apre allora all’insegna di uno sviluppo piuttosto classico, come la sua presentazione di poche parole avrebbe fatto esattamente intuire: non si tratta a tutti i costi di un male, però, dal momento che se anche a questo power al femminile l’innovazione difetta, tutto sembra realizzato con una solida conoscenza della materia. Dal drumming incalzante di Matteo Norbedo all’estensione degli intermezzi (che conferiscono al tutto un timido tocco progressive), dalla rispettabile prova di Crystal ai generosi assoli di chitarra, l’assemblaggio di ogni componente è pressochè perfetto, ben oltre le attese per un prodotto di una formazione al debutto. Segno, anche, del livello di maturità raggiunto dal genere e della “competitività” alla quale le band sono chiamate se vogliono avere qualche speranza di tenere il passo.

Pur mantenendo generalmente inalterate le strutture, l’alternarsi della voce femminile con quella maschile di Francis D. Mary aggiunge complicazione e spessore, rendendo meglio l’idea di quello che gli Elettra Storm sono capaci di fare: sensazione positiva e corroborata da un intermezzo strumentale dalle sonorità piacevolmente tenebrose, che bilancia efficacemente un approccio altrimenti brillante e luminoso. Sgombrato in breve tempo ogni possibile dubbio circa le abilità del quintetto, che si dimostrano assolutamente solide, l’attenzione non può non spostarsi sulla qualità e sull’efficacia del songwriting. Da questo punto di vista “Powerlords” gioca sulla difensiva, un’attenuante che per par condicio tendiamo a riconoscere un po’ a tutti i debutti: le parti vocali, in particolare, sono del tipo che generalmente insegue il resto, senza davvero dettare la linea né invitare particolarmente alla partecipazione.

Comunque lo si accolga, insomma, il disco dà l’impressione di essere sbilanciato a favore della sua bella componente strumentale, con solo qualche guizzo (come i chorus di “Origin Of Dreams” o una “Spirit Of The Moon” che fa un po’ Vision Divine nel 2004) in grado di rivendicare un momento di intuizione e personalità. Il resto è pregiato artigianato, rispettoso omaggio e brillante ripetizione (“Powerlords”, “Voices In The Wind”), seguendo un percorso che forse per l’ascoltatore non rappresenta la soluzione più eccitante, ma nella maggior parte dei casi permette ai nuovi gruppi di affilare le armi alla ricerca della propria identità e del modo in cui manifestarla. Come altri dischi di formazione, questo dà spesso la sensazione di essere alla ricerca dell’innesco, della scintilla, sospinto da una produzione sempre all’altezza e dall’entusiasmo che saluta ogni prima volta: e se anche a questo momento rivelatorio non si giunge mai in maniera davvero definitiva e compiuta, il dinamismo in forza ai cinque li tiene lontani da una prova noiosa o eccessivamente derivativa.

Nonostante dalle band nostrane si vorrebbe sempre ascoltare la next big thing, gli Elettra Storm portano in dote quella pulizia formale che – anche in virtù della giovane età – rappresenta un blocco durissimo sul quale costruire ed innestare grandi cose. Il loro primo disco non va oltre una sapiente opera di assemblaggio, è vero, ma allo stesso tempo non rivela nessuna grave mancanza né pone il fianco ad eccessive critiche: al contrario, la qualità delle orchestrazioni e l’efficacia intimista di alcuni passaggi (“Alone”) lasciano intravedere uno spessore che non aspetta altro che essere svelato e condiviso nella sua interezza. Con le sue nove tracce, “Powerlords” costituisce un ottimo debutto all’insegna della melodia, del controllo (“Heirs Of The Descent”) e del power impreziosito da elementi sinfonici. Più coeso e centrato nella seconda parte, questo album si pone un’ambizione per certi versi superiore a quella dei “cugini” e più esperti SinHeresy. Qui la varietà degli elementi in gioco e la maniacale attenzione al dettaglio non saranno sufficienti a fare di questo lavoro un prodotto memorabile, ma certamente pongono Crystal ed i suoi compagni di viaggio in una posizione ideale per dare vita ad un seguito ancora più personale, rivelatore e coraggioso.

Etichetta: Scarlet Records

Anno: 2024

Tracklist: 01. Higher Than The Stars 02. Redemption 03. Origin Of Dreams 04. Powerlords 05. Alone 06. Heirs Of The Descent 07. Sacrifice Of Angels 08. Spirit Of The Moon 09. Voices In The Wind
Sito Web: facebook.com/ElettraStorm

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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