Serj Tankian – Recensione: Elect The Dead Symphony

Ci hanno provato un po’ tutti, ci prova anche lui! Il poliedrico e virtuoso cantante di origini armeno-americane, si cimenta in un live dal contorno “classico”, con la Auckland Philharmonia Orchestra a supporto. La data qui immortalata è quella tenutasi il 16 marzo 2009 al teatro Auckland Town Hall ad Auckland, in Nuova Zelanda e, l’aspetto che salta subito all’occhio (all’orecchio?) è un pubblico in visibilio che si fa sentire fragoroso ad ogni fine canzone, e non manca di accompagnare i momenti salienti di ogni song. Quelle song, appunto, che, però, sono state, in un certo qual modo, spogliate del loro valore aggressivo e di protesta, ma dotate di maggiore pathos, che le ripropone in una veste quasi epica, ma assolutamente irritante. La genialità e le uscite pazzoidi, così come gli accompagnamenti zigzaganti e incalzanti che tanto hanno reso grandi i System Of A Down e Tankian, qui sono solo un vago ricordo. Colpa, forse, della dimensione un po’ troppo altezzosa che assume il tutto, con il cantante in primo piano e l’orchestra a fare da vera e propria “band di supporto”. Effettivamente, anche nel precedente “Elect The Dead” (quello in studio), il nostro ha voluto dare maggior risalto alle possibilità ascensionali della sua voce, a discapito degli accompagnamenti di chitarra che assumevano forme molto più lineari rispetto alla sei corde di Malakian, ma qui il risultato è un po’ ridicolo. La scaletta, infatti, non è totalmente al servizio di questo esperimento orchestrale, e solo pochissimi brani sono in linea con l’atmosfera più “seria” che qui si respira. Quest’uscita si può benissimo catalogare come “mania di grandezza ingiustificata” dal parte del singer armeno; un esperimento non riuscito, da dimenticare assolutamente.

Voto recensore
4
Etichetta: Wea / Reprise

Anno: 2010

Tracklist:

01. Feed Us

02. Blue

03. Sky Is Over

04. Lie Lie Lie

05. Money

06. Baby

07. Gate 21

08. The Charade

09. Honking Antelope

10. Saving Us

11. Elect The Dead

12. Falling Stars

13. Beethoven’s Cunt

14. Empty Walls


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