Journey – Recensione: Eclipse

Poco prima di approdare finalmente in Europa – e in Italia! – per essere ammirati nella loro scintillante versione dal vivo, ecco che i Journey danno alla luce “Eclipse”, seconda prova in studio con il frontman Arnel Pineda. Un album inevitabilmente attesissimo, vuoi per il sorprendente ritorno di popolarità dell’AOR, vuoi per la notizia, peraltro ormai di qualche mese, di “Don’t Stop Believin'” come singolo più scaricato da iTunes (con buona responsabilità della serie TV “Glee”). Accanto a queste motivazioni di ordine popolare, la curiosità attorno ad “Eclipse” era molta anche perché, se su “Revelation” Pineda era appena arrivato, qui la sua presenza è ormai fattore assodato, parte integrante degli ingredienti che portano al risultato finale.
I Journey del 2011 sono pieni di freschezza ed energia positiva: questo lo si deduce fin dalle primissime note di “City Of Hope” e il mood è, a tutti gli effetti, il comune denominatore più evidente di “Eclipse”. Un mood rispecchiato fin dal titolo nella solare “Anything Is Possible”, per leggerezza e freschezza uno degli higlight di un album che colpisce per il suo trasporto, non sempre per la profondità: a questo proposito, alcune recensioni che lo accostano a pietre miliari come “Escape” o “Frontiers” meritano di essere prese con le molle. Non scomodiamo la parola capolavoro, insomma, pur riconoscendo al tempo stesso la statura ed il valore assoluti di un altro grande album della band americana. Le perle ci sono, a partire dall’impatto di “Chain Of Love”, grintosa rivisitazione di quanto ha reso leggendari i Journey. Anche “Resonate”, dopo un’intro alquanto cupa, è da annoverare tra i pezzi che si rifanno con efficacia al repertorio tradizionale, così come l’ottantiana “Ritual”. Jonathan Cain e Neal Schon, responsabili della scrittura dei nuovi brani, mostrano ovviamente un’alchimia ed una classe invidiabili, ma cedono il passo a dilungamenti non sempre funzionali all’efficacia dei brani, quasi tutti sopra la soglia importante dei cinque minuti. Tra le ballad, spicca senz’altro “To Whom It May Concern”, e il gran finale di “Eclipse” è graziato anche dalla splendida semplicità di “Someone”.
Alla fine “Eclipse” conferma lo status della band americana nella sua nuova line-up, aggiungendo alcuni preziosi tasselli alla venerata carriera dei Journey. Nell’album sono presenti anche alcune ombre, ma la solarità e l’efficacia di alcuni pezzi da novanta ne fanno senz’altro un’opera di livello decisamente superiore alla media.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers

Anno: 2011

Tracklist:

01. City Of Hope
02. Edge Of The Moment
03. Chain Of Love
04. Tantra
05. Anything Is Possible
06. Resonate
07. She's A Mystery
08. Human Feel
09. Ritual
10. To Whom It May Concern
11. Someone
12. Venus


Sito Web: http://www.myspace.com/journey/music

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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