Metallus.it

Caladan Brood – Recensione: Echoes Of Battle

E’ proprio il caso di sottolinearlo… alle volte gli allievi superano i maestri. Nel nostro caso parliamo degli statunitensi Caladan Brood che, con il loro primo album “Echoes Of Battle”, riescono nell’impresa di convincere tanto quanto la loro fonte di ispirazione primaria (come da loro stesso dichiarati nella bio di presentazione), ossia gli austriaci Summoning.

Il sound del duo americano incarna in pieno l’epic black sinfonico con testi rigorosamente fantasy che ha fatto conoscere in tutto il mondo gli album di Silenius e Protector.

Nel nostro caso “Echoes Of Battle” ripercorre le strade solcate dai maestri ma aggiunge una forte personalità che emerge in tutti i sei brani della release, un livello tecnico-compositivo già estremamente maturo ed una fantasia espressiva che nessuno avrebbe sospettato.

Per passare a descrivere nei particolari il CD cominciamo con il dire che i Caladan Brood hanno una fonte di ispirazione diversa, per quanto riguarda i testi, rispetto a quella dei Summoning. Al posto del super citato Tolkien i nostri infatti pescano a piene mani nella lunghissima saga denominata “La caduta di Malazan” (un’errata traduzione dell’originale “Malazan Book of the Fallen”) e scritta dal canadese Steve Erikson. Questa lunghissima serie ha un taglio decisamente complesso ed adulto; il monicker Caladan Brood è nel mondo di Erikson il personaggio del condottiero che contrasta l’impero Malazan.

Sempre rimanendo in un confronto-raffronto con quanto realizzato dai Summoning, possiamo affermare che ritroviamo le ariose armonie che in parte già conosciamo, le strutture lunghe e complesse dei brani ed un sound che per essere gustato pienamente dev’essere ascoltato con attenzione e concentrazione.

I Caladan Brood si distaccano dai Summoning per un uso più evidente di cori melodici ed immediati, così come per una maggior frequenza di passaggi più naturali ed uno screaming black più intenso che si alterna ad una voce profonda e pulita (ad esempio nella bellissima “Echoes Of Battle”) che rende comunque accessibile e godibile l’assimilazione di song che una volta fatte vostre non vi abbandoneranno più.

Tutte le sei song del CD sono su livelli più che ottimali ma citiamo comunque ancora la melodia evocativa di “Wild Autumn Wind” e l’afflato epic della potente e cadenzata “A Voice Born Of Stone And Dust”.

Aggiungiamo inoltre che l’opera si presenta sia in normale jewel box che in un’edizione lussuosa in libretto A5 (in cui comunque non compaiono bonus track) di sole 1000 copie.

L’artwork di entrambe le versioni è opera del pittore ottocentesco statunitense Albert Bierstadt (vedi “Galaico’s Sign dei Lughum) che dipinse i paesaggi del west americano.

I due musicisti, Mortal Sword e Shield Anvil, hanno registrato l’album ai Genabackis Studio mentre il mixing e il mastering sono stati curati da Ryan Hunter presso gli Ulfrin Svartr Studio.

Se amate il sound di Summoning, Elffor, Vordven, Rivendell o Wongraven dovete assolutamente far vostro questo eccezionale debutto.

Exit mobile version