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Earth Ship – Recensione: Hollowed

Freschi di contratto con Napalm Records, i tedeschi Earth Ship tornano sul mercato discografico a due anni di distanza da “Withered”, con il nuovo studio album dal titolo “Hollowed”, un’assonanza che ribadisce il percorso nei territori del doom/sludge più arcigno intrapreso dai mitteleuropei.

“Hollowed” è infatti il seguito ideale del suo predecessore, un album dove ancora una volta il chitarrista/cantante Jan Oberg e i suoi compagni di avventura colpiscono il segno con la loro lisergica ma potentissima miscela che recupera il sound dei paladini dello stoner più duro come Kylesa e Crowbar, portando il tutto in un contesto moderno dove troviamo echi dei primi Mastodon a fare capolino tra le pieghe del disco.

Un altro lavoro imponente dove le concessioni alla melodia sono diluite ma non troppo vistose, lasciando che la muscolarità, unita a una tecnica esecutiva di alto livello, guidi le sorti dell’ascolto. L’opener “Reduced To Ashes” avanza costante e rigorso nei riff di chitarra del mastermind e nelle pelli “massacrate” dal bravo Florian Häuser, autore di un’ottima performance, mentre i cori, che si affiancano al velenoso growl del vocalist, contribuiscono ad arricchire il brano di un alone epico.

Riverberi e distorsioni definiscono la formula sonora del gruppo, che tuttavia non insiste soltanto su esecuzioni lente e ricorsive come vorrebbe il genere di riferimento, ma spesso si lancia in assalti furenti eseguiti ad alta velocità, come nella prima parte di “Valley Of Thorns” o in “Castle Of Sorrow”.

La band riesce inoltre a mantenere viva l’attenzione grazie ad alcune diversioni interessanti che dimostrano un bacino di influenze parecchio vario, non soltanto vicino alla scuola dei Black Sabbath (a cui è dato un sincero tributo in “Conjured”), ma anche prossimo a un metal moderno dai tratti progressivi di Mastodon e The Ocean (“Monolith”) e nel blues metallico dei seventies (“Safeguard Of Death”).

Se il fattore sorpresa (è fisiologico) va inevitabilmente scemando, gli Earth Ship mantengono alta l’attenzione grazie a canzoni dall’ottimo senso estetico che non deluderanno gli appassionati del settore.

 

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