Queensrÿche – Recensione: E.P.

Ecco a voi il primo album di una band destinata al successo, quello vero, quello dei riconoscimenti musicali e delle numerose critiche: l’EP dei Queensryche racchiude in sé tutto lo spirito e il carisma al quale Geoff e compagni saranno inevitabilmente legati fino almeno a tutto il periodo De Garmo. Band che dominerà la scena heavy metal Americana negli anni 80, i Queensryche daranno vita ad uno splendido progressive nato da magistrali influenze: dal metal post Van Halen alle sonorità dei Pink Floyd.

I nostri nacquero a Seattle nel 1981 da un’idea di Chris De Garmo e Michael Wilton (le due splendide chitarre del gruppo) e dopo due anni di prove finalmente registrarono un demo-tape di quattro canzoni. Giunto all’attenzione di Kim e Diana Harris, l’EP ‘Queen Of The Riche’ venne pubblicato nel maggio 1983 dalla ‘206 records’ e fu un successo tale da procurare alla band un ottimo accordo con la EMI oltre che una vendita di circa 20.000 copie.

Contratto alla mano, il colosso discografico mise sul mercato un’edizione ampliata dell’ormai noto EP aggiungendo la track ‘Prophecy’, ripescata dalle sessions di ‘Rage for Order’. Ed ecco il capolavoro! Già dal primo titolo ‘Queen Of The Reich’, per non dire dai primi secondi del brano, possiamo ascoltare a pieno la voce di Tate che stupisce per padronanza di tecnica e potenza; gli acuti del singer si alternano a pesanti riff chitarristici in pieno stile ‘Operation Mindcrime’ e creano un perfetto fraseggio con la batteria di Rockenfield. Il disco continua con la stessa potenza d’apertura attraverso brani taglienti come ‘Nightrider’ e “Blinded” e, dopo il dileguarsi di una tempesta metal, sbuca fra cinguettii e aliti di vento una delle più brillanti creazioni della band: ‘The Lady Wore Black’, perfetto mix fra melodia e potenza. Ed è la chiusura del cd, affidata ad un brano potentissimo come ‘Prophecy’, a farci capire come la fiamma metal arda nel cuore del gruppo: ritmica potente, riff un po’ ‘zappati’ a riempire l’atmosfera e una voce degna di essere paragonata alle migliori del suo genere! Da notare anche la produzione più curata di quest’ultima track.

I testi del frontman sulla musica di De Garmo creano un effetto quasi ipnotizzante per l’ascoltatore: siamo di fronte alla nascita di un colosso che ha scritto un capitolo più che importante dell’immenso libro heavy! Ottimo inizio per i Ryche….e il seguito, vi garantisco, non sarà da meno.

Etichetta: 206 Records - Ristampa EMI

Anno: 1983

Tracklist:

01. Queen Of The Reich

02. Nightrider

03. Blinded

04. The Lady Wore Black

05. Prophecy


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