Fen – Recensione: Dustwalker

Gli inglesi Fen sono da qualche anno fra le più belle realtà del panorama (post)black metal internazionale. Accanto a gruppi ormai storici come Agalloch, Enslaved e Primordial, il trio composto da The Watcher (voce/chitarra/tastiere), Grungyn (basso) e Derwydd (batteria) ha descritto finora un’impressionante parabola positiva, perennemente in crescendo, dal mini “Ancient Sorrow” (2007) ai due precedenti album “The Malediction Fields” (2009) ed “Epoch” (2011).

Col nuovo “Dustwalker” erano dunque chiamati alla non facile impresa di confermare il valore del loro percorso artistico, nato sulla base di una personale fusione di elementi post-rock, folk e black metal. Diciamo subito che tale scopo è senza dubbio raggiunto in pieno, anche se l’atmosfera e l’assetto generale dell’album mostrano dei Fen lievemente diversi dal solito. Vediamo in che modo.

Innanzitutto “Dustwalker” è un album che vive di forti contrasti, quasi dicotomie, fra parti black più violente ed estreme e frangenti acustico-melodici più pronunciati. Il risultato sono composizioni e alternanze di primo acchito potenzialmente spiazzanti, che, rispetto al recente passato (“Epoch”), abbisognano certamente di un ascolto più concentrato e ripetuto. Ne sono la riprova “Consequence”, opener pesante, violenta e drammatica, contrapposta a “Spectre”, dotata di un sapore bucolico/psichedelico quasi seventies.

In mezzo vi sono brani sintesi del loro intero bagaglio sonoro, come “Hands Of Dust” (forse la migliore del lotto), richiami a un più accessibile sound metallico (“Wolf Sun”) e composizioni mutevoli, dalla struttura quasi narrativa (“Walking The Crowpath”), che suggeriscono le interessanti potenzialità di un eventuale concept album, nelle mani di un trio così dotato e brillante.

Come sempre finemente cesellati e rifiniti, i suoni che abitano il disco sono originati da performance strumentali ispirate e coinvolgenti, fra le quali svettano i tumultuosi arpeggi distorti di The Watcher, perfettamente accompagnato dal basso di Grungyn (autore, fra l’altro, anche dell’artwork) e del nuovo innesto Derwydd alle pelli.

Giunti al fatidico traguardo del terzo album i Fen hanno comunque deciso di osare, aumentando esponenzialmente e contemporaneamente i coefficienti di tutti i loro trademark, definendo i contorni netti e decisi di un sound che riesce a espandersi e incamerare nuove influenze, senza perdere identità e intensità, risultati non di poco conto. In questo modo “Dustwalker” riesce a essere allo stesso tempo un album prevedibile e sorprendente, e in ogni caso soprattutto una raccolta di composizioni dall’alto peso specifico e di elevata caratura.

Voto recensore
8
Etichetta: Code666 Records

Anno: 2013

Tracklist:
1. Consequence
2. Hands Of Dust
3. Spectre
4. Reflections
5. Wolf Sun
6. The Black Sound
7. Walking The Crowpath

Sito Web: http://www.facebook.com/pages/Fen/8160542923

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