Metallus.it

Honeymoon Suite – Recensione: Dreamland

Quinto album in studio in oltre quattordici anni di attività per questa gloria del canadian rock che sembra non avere alcuna intenzione di mollare la presa. Tenuti in piedi dalla forza di volontà dei membri fondatori Johnny Dee e Derry Grehan, gli Honeymoon Suite giungono sul mercato europeo dopo parecchi anni di latitanza, anche alla luce del fatto che il precedente ‘Lemon Tongue’ si era visto negare la possibilità di una distribuzione efficace al di là del confine nazionale. Probabilmente anche in questa ottica il gruppo decide di recuperare una manciata di canzoni provenienti da quel lavoro, completando la tracklist con sette brani nuovi di zecca. Nonostante questa curiosa scelta, l’amalgama tra i brani resta evidente e mette in luce l’evoluzione del sound del gruppo verso le tipiche sonorità pop-rock moderno sia nelle scelte dei suoni che nella qualità delle melodie. Volendo trovare un paragone, si potrebbe dire che partendo da lidi completamente diversi gli Honeymoon Suite hanno percorso una strada simile a quella degli ultimi Dokken, apportando modifiche sostanziali alla proposta senza snaturare l’essenza ultima, la personalità della band, che resta indubbiamente riconoscibile. Nulla da eccepire poi sulle capacità di questi professionisti di lunga data, musicisti estremamente preparati, in grado di confezionare un lavoro perfetto dal punto di vista della forma, e che tutto sommato rimane un ascolto piacevolissimo. Non pretendete troppo però, album come questo hanno il loro pregio maggiore nella facile digeribilità e trovano la loro collocazione ideale in un’autoradio durante un lungo viaggio o in un pomeriggio di pieno relax. Siete avvisati.

Exit mobile version