Heart – Recensione: Dreamboat Annie

Esordio semplicemente magico, quello degli Heart delle sorelle Ann e Nancy Wilson, anima ed asse portante della band fino ad oggi. Bastano le prime sinuose note di “Magic Man” per portarci in un mondo fatato, musicalmente a metà fra una sorta di versione bucolica dei Led Zeppelin e le acrobazie vocali di Janis Joplin. Una storia particolare, la loro, nate a Seattle ma esplose a Vancouver in Canada, appena oltreconfine. Capaci di reinventarsi dagli esordi hard rock alla rinascita ed esplosione commerciale degli anni Ottanta, tornate oggi d’attualità con una sequenza di album che vanno a ripescare le sonorità degli esordi, pur con un taglio più moderno e con l’energia di chi ha ancora molto da dire.

Ma torniamo a “Dreamboat Annie”: la dolcezza della title track, la cui melodia racchiude – fatta eccezione per l’opener – l’universo da sogno rappresentato nell’album è elemento portante anche di quel gioco di chiaroscuri che è uno dei punti di forza della band. Un gruppo capace di passare con disinvoltura e con un efficace effetto di contrasto dall’intimismo acustico alle sferzate elettriche. La sensazione onirica della title track è tratto distintivo dell’album intero e della discografia delle Heart, significativamente ripreso dal loro megahit ottantiano “These Dreams” e dal feeling de “Il giardino delle vergini suicide”, film di Sofia Coppola impreziosito da una colonna sonora che pesca da “Dreamboat Annie” facendolo diventare sua sottile chiave di lettura. Su “Crazy On You” c’è ben poco da dire: l’influenza zeppeliniana si fa sentire tutta, in un pezzo memorabile e capace ancora oggi di far scorrrere fiumi di adrenalina, Ann Wilson che arriva in cielo con la forza prorompente di chi non teme nulla. Il cuore dell’album è costruito sull’alternanza: un’atmosfera di magia dolce e misteriosa ammanta “Soul Of The Sea”, magistrale il lavoro di Nancy Wilson all’acustica e finale a richiamare il canto ancestrale delle sirene. Si prosegue, poi, con la grintosa “White Lighnint And Wine” e la dolcezza di “(Love Me Like Music) I’ll Be Your Song”, e ancora la diretta e sferzante “Sing Child” seguita dalla sognante “How Deep It Goes”. Chiude il viaggio la melodia della title track, in un album che come pochi sa toccare le corde dell’emozione senza rinunciare agli squarci di pura potenza dell’hard rock. Un lavoro magistrale, quello che si definisce – in questo caso non senza ragione – un classico fuori dal tempo.

Voto recensore
n.d.
Etichetta: Mushroom Records

Anno: 1976

Tracklist:

01. Magic Man
02. Dreamboat Annie (Fantasy Child)
03. Crazy On You
04. Soul Of The Sea
05. Dreamboat Annie
06. White Lightning And Wine
07. (Love Me Like Music) I'll Be Your Song
08. Sing Child
09. How Deep It Goes
10. Dreamboat Annie (Reprise)


Sito Web: https://www.heart-music.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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