Dragonforce + Amaranthe: Live Report e foto della data di Trezzo sull’Adda (MI)

Amaranthe e Dragonforce insieme nel tour europeo da co-headliner che la sera del dieci marzo li ha visti condividere il palco del Live Club di Trezzo sull’Adda.
Uno show che ha fatto registrare un sold out, che onestamente non mi sarei aspettato, del quale ho preso subito coscienza al mio arrivo al parcheggio del Live Club, vedendo una lunga fila di gente che arrivava fin quasi la strada, attraversando tutto il piazzale.

INFECTED RAIN


Ma non ci sono solo Amaranthe e Dragonforce; la guest band in questo tour sono gli Infected Rain, formazione moldava, la cui proposta musicale è lontana da ciò che andremo ad ascoltare nel corso della serata. La band di Chișinău infatti propone qualcosa che spazia dal Nu metal all’alternative metal, passando per il metalcore.
La vocalist Elena “Lena Scissorhands” Cataraga inizialmente parla in inglese, ma al termine della prima canzone, chiede di non “parlare male” perchè capisce bene l’italiano, ed infatti da li in poi si esprimerà nella nostra lingua. Durante il live ha continuato a incitare il pubblico a più riprese, invitandolo a eseguire wall of death e circle pit, sicuramente sa come intrattenere e lo fa con autorevolezza.
Sicuramente pittoreschi sul palco sia lei che il chitarrista Vadim “Vidick” Ojog con le loro lunghe trecce rasta, si fanno notare, correndo scatenati da una parte all’altra del palco.
Musicalmente ammetto che è un genere parecchio distante dai miei ascolti e che dopo qualche pezzo le canzoni mi sembravano tutte uguali.
Non cosi per il pubblico in sala, che ormai era praticamente sold out, il quale oltre a interagire con la band sembrava conoscere bene le canzoni in scaletta.
Come antipasto non c’è male.

Setlist:
The Realm of Chaos
Pandemonium
Vivarium
Fighter
Dying Light
Never To Return
Because I Let You
Sweet, Sweet Lies

DRAGONFORCE

Il palco dei Dragonforce è davvero articolato; infatti, oltre le due solite console giganti poste ai lati dello stage che vedevano proiettare sui rispettivi monitor i “videogame dei Dragonforce”,  sopra le quali a turno andavano a suonare i due chitarristi e Alicia Vigil con il suo basso, troviamo anche due spade a coprire le aste dei microfoni, la mastodontica batteria del nostro Gee Anzalone, nonchè svariate pedane e soprattutto tante, tantissime luci che illuminavano a giorno (forse anche troppo) l’intera scena.
Certo, un tempo i nostri ci intrattenevano con saliti circensi dai trampolini elastici, cosa che ormai non propongono da diversi anni, ma non per questo la loro performance è meno attraente. E come potrebbe non esserlo quando in formazione hai quel genio di Herman Li e un frontman come Marc Hudson?
La “sala giochi” dei Dragonforce apre con “Revolution Deathsquad” e parte subito alla velocità della luce alternando diversi brani più datati, riservando all’ultima release “Warp Speed Warriors” lo spazio di due slot, “Power of the Triforce” e nel finale “Doomsday Party” 
Basta davvero poco, per l’extreme speed power metal dei Dragonforce per fomentare il pubblico in sala, fra coriandoli sparati da diversi cannoni, fuochi e l’enorme drago che fa capolino verso la fine dello show
In scaletta alla fine contiamo dieci canzoni, fra cui anche l’epica “The Last Dragonborn”, la gigantesca “Soldiers of the Wasteland”, un paio di cover e  il gran finale con “Through The Fire And Flames”, tratta dal glorioso “Inhuman Rampage“.
I Dragonforce non sono mai stati una classica power metal band, piuttosto si possono considerare degli estremisti del power metal, con le loro note sparate a velocità della luce, riff lanciati a raffica ininterrotta che duellano praticamente per tutta la durata  delle canzoni , assoli oltre ogni limite delle possibilità umane
Al pubblico piacciono e ci si diverte, loro sul palco si divertono e si vede, cosa volere di più?  Magari un concerto da headliner con due ore a disposizione, vista la loro discografia, ormai potrebbero permetterselo.

Setlist:
Revolution Deathsquad
Cry Thunder
Power of the Triforce
Soldiers of the Wasteland
The Last Dragonborn
Fury of the Storm
Doomsday Party
My Heart Will Go On (Céline Dion cover)
Wildest Dreams (Taylor Swift cover)
Through the Fire and Flames

AMARANTHE

Il cambio palco non è proprio velocissimo, per via della mastodontica scenografia dei Dragonforce, le operazioni di smontaggio sono durate più di mezz’ora; aggiungendo i tempi necessari per preparare lo stage degli Amaranthe alla fine fra una band e l’altra si è stati fermi più del tempo previsto. Probabilmente invertendo l’ordine di esibizione delle band si sarebbero potute guadagnare un paio di canzoni. Finalmente è tutto pronto e gli Amaranthe salgono, uno dopo l’altro, su un palco minimalista che contrasta con quanto visto precedentemente, ma scaldano subito il pubblico con “Fearless”.
Le tre voci si mescolano perfettamente, a sottolineare come la band sia un meccanismo perfettamente oleato, e così il growl di Mikael Sehlin contrasta con la voce pulita di Nils Molin, alternandosi a quella ipnotica di Elize Ryd.
La setlist è abbastanza corposa e comprende ben diciassette canzoni , dieci delle quali tratte dagli ultimi due album ,”Manifest” e “The Catalyst“, mentre le restanti sette sono ben distribuite fra tutti gli altri album della band. Fra i momenti più coinvolgenti troviamo senza dubbio “Strong” e “Digital World”, in una cornice di pubblico suggestiva e coinvolta da ciò che avviene sul palco,  per arrivare alla struggente  “Crystalline”, durante la quale si sono accese le torce dei cellulari in sala, con una prova davvero superlativa di Elize Ryd.
L’altro momento tanto atteso era indubbiamente quello della bellissima “Amaranthine”, con intro al pianoforte di Olof Mörck, un’emozione pura che si percepisce durante il refrain. Durante l’encore troviamo invece la potenza di “Archangel”, la  pop-dance Metal “That Song”,  mentre il gran finale è tutto per “Drop Dead Cynical”.

Quando la band svedese è salita sul palco ho capito che la gente era fondamentalmente lì per loro, e che una buona parte di sold out è merito degli Amaranthe. Nulla da dire, due ottime band piacevoli nell’ascolto, che nel complesso hanno regalato al numeroso pubblico accorso al Live Club, una serata di grande musica.

Setlist:
Fearless
Viral
Digital World
Damnation Flame
Maximize
Strong
PvP
Crystalline
Interference
The Catalyst
Re-Vision
Boom!1
Amaranthine (With piano intro)
The Nexus
Encore:
Archangel
That Song
Drop Dead Cynical

Fabio De Carlo

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Nato qualche anno fa, in pieno autunno, si avvicina al Rock dall’infanzia, quando tra le mani e le orecchie le capitano Europe e Bon Jovi, ma è con gli Iron Maiden prima e Helloween poi, che arriva la svolta al Metal. 
La musica ha sempre messo le cose un po’ più in ordine, il mio sogno era stare sopra un palco, non ci sono mai salito, ma ho iniziato presto coi concerti, Monsters of Rock 88. 
La passione per la fotografia arriva più tardi, nei primi anni 2000. "...no more wasted years, no more wasted tears life’s too short to cry, long enough to try." [Kai Hansen - Helloween]

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