Tearabyte – Recensione: Doom Generation (Ristampa)

Ristampa forse inutile questa della Locomotive dedicata ad una band che ben poco ha da aggiungere al mondo della musica. Ispirati palesemente al modello di thrash della fine degli anni ottanta i Tearbyte confezionavano quasi dieci anni fa il classico lavoro di basso profilo che non vale lontanamente le opere delle band a cui vuole avvicinarsi. Non hanno grandi pregi le composizioni di “Doom Generation” schiacciate come sono tra un riffing anonimo e un groove che non diventa mai dal gusto moderno (ascoltare l’ orrido ibrido con il rap-metal chiamato “Never find Trust”). La preparazione tecnica non mostra lacune evidenti, ma la produzione troppo sgonfia, più una composizione datata e senza vena creativa, bastano a farci giudicare l’album in questione come un prodotto forse non terribile, ma indubbiamente superfluo anche per i fanatici del genere.

Etichetta: Locomotive / Frontiers

Anno: 1998

Tracklist: 01. Dark one
02. Doom generation
03. Straight out of hell
04. Ghastly friend
05. Never find trust
06. Feeding Frenzy
07. Screaming pig fucker from hell
08. Product of my past
09. Shut up bitch
10. Storm of hate
11. Final straw

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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